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Infiltrazione della Polizia in Potere al Popolo

Agenti infiltrati in Potere al popolo, Pd-M5s-Avs: “Il governo chiarisca, c’è emergenza democratica”

Il governo Meloni deve rispondere alle domande dell’opposizione ora che ci sono le prove – rivelate da Fanpage.it – che almeno cinque agenti di polizia dell’antiterrorismo si sono infiltrati in Potere al popolo, partito di estrema sinistra che partecipa alle elezioni. I parlamentari Scotto (Pd), Sportiello (M5s) e De Cristofaro (Avs) hanno chiesto all’esecutivo di chiarire cosa sia successo.
A cura di Luca Pons
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un'emergenza democratica che riguarda tutti noi, si va ben al di là della dialettica politica". Parole di Peppe De Cristofaro, pronunciate alla conferenza stampa convocata al Senato sul caso di infiltrazione di polizia all'interno di Potere al popolo: almeno cinque agenti, da quanto Fanpage.it ha potuto confermare e rivelare, dopo che alcune settimane fa era emersa la denuncia di un primo agente sotto copertura a Napoli.

Potere al popolo, schieramento di estrema sinistra, è un partito che partecipa regolarmente alle elezioni politiche e amministrative da tempo. Pd, Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi-Sinistra hanno presentato interrogazioni al governo Meloni perché spieghi cosa è accaduto. Perché il caso di Pap, insieme allo scandalo Paragon e alle norme del decreto Sicurezza – tra le altre cose – tracciano un quadro inquietante.

La richiesta dell'opposizione: il governo risponda alle domande sull'infiltrazione

"Qualcuno sta immaginando una torsione autoritaria, che cambia i connotati di fondo della Repubblica italiana", ha detto De Cristofaro, che ha insistito: "Il governo deve venire in Aula per rispondere non a noi ma al Paese, per spiegare se pensa che esistano dei capisaldi democratici che non si possono mettere in discussione, oppure no".

Presente anche Gilda Sportiello, deputata del Movimento 5 stelle, che ha attaccato: "Il governo sta scappando, ma è obbligato a dare precise risposte alle domande poste tramite gli atti parlamentari". La vicenda Paragon e le infiltrazioni in Potere al popolo "si collegano al quadro politico che il governo sta portando avanti", ha detto, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni "che tanto si era indignata davanti a una legittima inchiesta giornalistica sull'organizzazione giovanile del suo partito non si sconvolge invece di fronte a un'azione assolutamente illegittima e pericolosa come questa?".

Arturo Scotto, deputato del Partito democratico, ha dichiarato: "Non è la prima volta che ci sono tentativi sovversivi delle classi dirigenti, rispetto ai contrappesi che in democrazia esistono. Non possiamo abbassare la testa né stare in silenzio. Occorre fare rumore per difendere anche quelli distanti da noi, e io sono molto distante dall'esperienza politica di Potere al popolo". Scotto ha chiamato in causa "i liberali. Mi domando dove siano finiti, dove sia chi negli ultimi anni ha spesso fatto lezioni di democrazia alla sinistra politica"

La denuncia di Potere al popolo e i legami con il caso Paragon

Nel corso della conferenza stampa Giuliano Granato, portavoce nazionale di Potere al popolo, ha chiesto alla presidente del Consiglio Meloni e al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di "riferire nelle sedi opportune, quindi innanzitutto in Parlamento, chi ha ordinato questa operazione e per quale motivo". Granato ha ricordato che proprio Meloni, dopo l'inchiesta di Fanpage.it su Gioventù nazionale, "definì un ‘metodo da regime' infiltrarsi alle riunioni di un partito politico. Eppure parlava di giornalisti, quindi di tutt'altra cosa. Come definisce un'operazione in cui cinque poliziotti vengono infiltrati a Roma, Napoli, Milano e Bologna?".

"In questo Paese fa terrore chi dà battaglia quotidianamente su alcune questioni di interesse collettivo e generale, come noi. Fa terrore il dissenso. È in corso un attacco al dissenso, alla libertà di associazione, alla libertà di espressione, alla libertà di riunione", ha insistito Granato. Tutte libertà "riconosciute dalla Costituzione, che oggi il governo calpesta". E il problema non riguarda Potere al popolo, ma "tutto il Paese: se posso infiltrare un agente di polizia in un partito posso farlo in un sindacato, nella redazione di un giornale, in tutti i contro-poteri di una democrazia".

Gianluca Bruni, attivista del Collettivo autorganizzato universitario di Napoli, ha detto che Pap viene colpito perché rappresenta "un'alternativa", e che il governo attacca "questi giovani dai 14 ai 25 anni con gli strumenti dell'antiterrorismo". Alice Natale, senatrice accademica di Cambiare rotta all'Università di Genova, ha criticato la "repressione nei confronti di un oppositore politico che evidentemente spaventa", e ha annunciato un'agitazione davanti ai rettorati lunedì e martedì per chiedere alle università di prendere posizione.

Come detto, a preoccupare non è solo l'infiltrazione in Potere al popolo, ma anche il suo legame con altri casi, come la vicenda dello spyware di Paragon. Alla conferenza stampa è intervenuto don Mattia Ferrari, cappellano dell'Ong Mediterranea Saving Humans, che ha portato la solidarietà dell'organizzazione a Pap e ha ricostruito i passaggi della vicenda che l'hanno riguardato. E anche Ciro Pellegrino, caporedattore di Fanpage, spiato con Graphite, che si è chiesto: "Cosa sarebbe successo se io e il direttore Francesco Cancellato fossimo stati spiati mentre questa inchiesta veniva svolta?".

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