Non ci sono solo video a testimoniare le violenze subite da Antonio Stano, il pensionato sessantaseienne di Manduria (Taranto) morto il 23 aprile scorso, ma anche dei file audio. File che sono stati trovati nelle chat di WhatsApp della gang criminale accusata di aver torturato per molto tempo l’uomo. Negli audio, tutti di pochi secondi, i giovani che avevano preso di mira Stano commentano le aggressioni della sera precedente compiute contro il sessantaseienne. “Mazzate, proprio mazzate, con le mazze in testa, uno di noi (nell'audio si indica il nome), sul volto gliel'ha data”, dice in uno degli audio diffusi in chat un ragazzo giovanissimo. A scrivere di questi nuovi elementi nel caso del pensionato di Manduria è il Nuovo Quotidiano di Puglia. In un altro file uno descrive l'episodio dell'incursione di gruppo, quella del video delle bastonate diffuso dalla polizia. Un ragazzo racconta ai compagni assenti i particolari dell’assalto: “No ragazzi, dovevate vedere (trovarvi). Siamo entrati piano, piano, piano. In un secondo quello si è girato (Antonio Cosimo Stano, ndr) trovandosi in casa cinque, sei persone con le mazze; infatti ha lanciato un urlo e ha perso la voce”.

Il premier Conte: "Morte di Stano ha molto da insegnarci: lavorare sui ragazzi" –  Per i pestaggi attualmente sono in carcere sei minorenni e due maggiorenni. Nelle ultime ore è emerso anche che Antonio Stano il 14 marzo scorso fu raggiunto a casa da una pattuglia di polizia alla quale l’uomo riferì di essere vittima delle angherie della gang criminale. Sul caso del pensionato di Manduria è intervenuto anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “La terribile e tormentata morte di Antonio Stano ha molto da insegnarci: occorre un quotidiano, faticoso impegno perché da ragazzi fragili e insicuri crescano uomini; abbiamo tanta strada da percorrere perché si affermino la cultura del rispetto e i valori della umana convivenza”, ha scritto il premier su Facebook.