"Le migrazioni arricchiscono le nostre comunità. E poi non dimentichiamo che anche Gesù fu un profugo". Papa Francesco torna ancora una volta sul tema migranti. Questa volta lo fa attraverso le pagine scritte in prefazione al volume "Luci sulle strade della speranza", una raccolta dei suoi insegnamenti su immigrazione, rifugiati e tratta, pubblicata dalla sezione migranti e rifugiati del Dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale, in cui indica non solo le cause del fenomeno ma anche possibili modalità di risolverlo. "Spostarsi e stabilirsi altrove con la speranza di trovare una vita migliore per sé stessi e le loro famiglie: è questo il desiderio profondo che ha mosso milioni di migranti nel corso dei secoli – sottolinea Bergoglio, paragonando quest'ultimi a Gesù e alla sua famiglia, quando "all'inizio della propria vita terrena, dovettero fuggire in Egitto per salvarsi dalla furia omicida di Erode".

"Il viaggio dei migranti – ha evidenziato ancora il Pontefice – non è sempre un'esperienza felice. Basti pensare ai terribili viaggi delle vittime della tratta. Anche in questo caso, però, non mancano le possibilità di riscatto, come accadde per il piccolo Giuseppe, figlio di Giacobbe, venduto come schiavo dai fratelli gelosi, il quale in Egitto divenne un fiduciario del faraone. Come la storia umana, la storia della salvezza è stata segnata da itineranze di diverso genere – migrazioni, esili, fughe, esodi, tutte comunque motivate dalla speranza di un futuro migliore altrove. E anche quando l'itineranza è stata indotta con intenzioni criminali, come nel caso della tratta, non bisogna lasciarsi rubare la speranza di liberazione e di riscatto. I migranti sono una risorsa, un arricchimento per la nostra società".

Nell'ultimo periodo, le riflessioni di Papa Francesco sui migranti, alla luce anche dei fatti di cronaca ai quali si sta assistendo, sono diventate sempre più numerose. Solo il 18 dicembre scorso, alla vigilia di Natale, aveva duramente attaccato quei politici che “tendono ad accusare i migranti di tutti i mali e a privare i poveri della speranza”. Poi il giorno dell'Epifania, il 6 gennaio, aveva lanciato un appello a fare sbarcare i migranti in mare, sulla Sea Watch e la Sea Eye, durante l'Angelus: "Bisogna prendersi cura di chi è rimasto indietro, di chi può solo ricevere senza dare nulla di materiale in cambio. È preziosa agli occhi di Dio la misericordia verso chi non ha da restituire, la gratuità".