Un appello a fare sbarcare i migranti in mare, sulla Sea Watch e la Sea Eye. Papa Francesco lo ha lanciato al termine dell’Angelus in piazza San Pietro, ricordando la vicenda delle due navi. “Da parecchi giorni quarantanove persone salvate nel Mare Mediterraneo sono a bordo di due navi di ong, in cerca di un porto sicuro dove sbarcare. Rivolgo un accorato appello ai leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone": è quanto ha detto il pontefice.

Le parole di Salvini

E proprio questa mattina, in un’intervista al Messaggero, il vicepremier Matteo Salvini ha confermato l’inamovibilità delle proprie posizioni sulla gestione dell’emergenza immigrazione. E de è tornato a ribadirlo su Facebook, dopo aver augurato "dolci e dolcezza" a tutti i suoi sostenitori per la festività dell'Epifania. "L’Italia non è Salvinia" dicono quelli della Ong Sea Eye. Fate quello che volete, ma per chi non rispetta le leggi i porti italiani sono e rimarranno chiusi”. Un questione che sta mettendo a dura prova la tenuta della maggioranza, anche e soprattutto alla luce delle dichiarazioni dell'altro vicepremier, Luigi Di Maio, che ha annunciato la disponibilità a far sbarcare almeno donne e bambini. “Giusto che Di Maio dica la sua, maui migranti decido io”, ha subito ribattuto il ministro dell'Interno.

L'omelia di Papa Francesco

Bisogna prendersi cura "di chi è rimasto indietro, di chi può solo ricevere senza dare nulla di materiale in cambio. È preziosa agli occhi di Dio la misericordia verso chi non ha da restituire, la gratuità!". A sottolinearlo è Papa Francesco,nell'omelia della messa celebrata in occasione dell'Epifania. Bergoglio affronta il tema del dono, ricordando i Magi che portano a Gesù oro, incenso e mirra e spiegandone il significato . "Ci chiediamo: a Natale abbiamo portato qualche dono a Gesù, per la sua festa, o ci siamo scambiati regali solo tra di noi? Se siamo andati dal Signore a mani vuote, oggi possiamo rimediare – osserva il Papa – Il Vangelo riporta infatti, per così dire, una piccola lista-regali: oro, incenso e mirra. L'oro, ritenuto l'elemento più prezioso, ricorda che a Dio va dato il primo posto. Va adorato. Ma per farlo bisogna privare sé stessi del primo posto e credersi bisognosi, non autosufficienti".  "Ecco allora l'incenso, a simboleggiare la relazione col Signore, la preghiera, che come profumo sale a Dio. Ma, come l'incenso per profumare deve bruciare, così per la preghiera occorre ‘bruciare' un po' di tempo, spenderlo per il Signore. E farlo davvero, non solo a parole", ammonisce. "A proposito di fatti, ecco la mirra, unguento che verrà utilizzato per avvolgere con amore il corpo di Gesù deposto dalla croce. Il Signore gradisce che ci prendiamo cura dei corpi provati dalla sofferenza, della sua carne più debole, di chi è rimasto indietro, di chi può solo ricevere senza dare nulla di materiale in cambio", ribadisce Francesco, e conclude: "In questo tempo di Natale che volge al termine, non perdiamo l'occasione per fare un bel regalo al nostro Re, venuto per tutti non sui palcoscenici fastosi del mondo, ma nella povertà luminosa di Betlemme. Se lo faremo la sua luce risplenderà su di noi".

L'annuncio della Pasqua 2019

Nel corso della liturgia presieduta da Papa Francesco in San Pietro è stata annunciata la data della Pasqua 2019, che sarà il 21 aprile, e quelle delle principali feste liturgiche di quest'anno. "Dalla Pasqua – ha letto un diacono –  scaturiscono tutti i giorni santi: le Ceneri, inizio della Quaresima, il 6 marzo. L'Ascensione del Signore, il 2 giugno. La Pentecoste, il 9 giugno. La prima domenica di Avvento, il primo dicembre".