Il delitto all'Arcella, nel Padovano, sarebbe arrivato ad una svolta. Sanjay Budhwar, 36enne indiano connazionale della vittima – il 40enne Hoshiar Singh, ucciso a coltellate e poi dato alle fiamme – è stato fermato ed accusato di omicidio volontario pluriaggravato. L’uomo, coinquilino di Singh, è stato messo sotto torchio per ore dagli inquirenti  – insieme al suo vicino di casa, un pakistano con il quale aveva avuto all'alba di ieri una lite piuttosto accesa, motivo per la quale erano intervenuti i carabinieri. Nessuna accusa sarebbe stata sollevata contro il vicino. Stando alle ricostruzioni, Budhwar avrebbe aggredito nel sonno il connazionale, colpendolo con una decina di coltellate, anche alla gola. Poi l'ha coperto con lenzuola e abiti cui ha dato fuoco. Pare che tra i due c'era da tempo una difficoltà di convivenza che aveva portato a un’intolleranza reciproca che nella notte tra sabato e domenica ha raggiunto il culmine. I carabinieri avrebbero anche recuperato l'arma del delitto, un coltello da cucina.

Secondo quanto si è appreso, ai carabinieri, prima del loro intervento, sono giunte due telefonate al 112: una del presunto killer e l'altra della moglie del pakistano, entrambe, pare, di accuse reciproche sull'omicidio. Il pakistano, vicino di casa di Budhwar, aveva raccontato che quella mattina il 36enne indiano aeveva bussato alla sua porta. Lo avrebbe attirato nel suo appartamento, colpendolo prima di scappare. Lo avrebbe fatto, questa la tesi degli inquirenti, per far ricadere le colpe sul 40enne e farlo passare per l'omicida. Messi entrambi alle strette dagli inquirenti, alla fine hanno raccontato tutto. La dinamica dell'omicidio e i rapporti fra i tre uomini sono tutt'ora al vaglio degli inquirenti.