L’accordo, alla fine, è stato trovato. La pace fiscale sarà un po’ diversa da quello preventivata gli scorsi giorni. Non un vero e proprio condono tombale, afferma il governo, ma le norme per far emergere gli evasori rimangono, nonostante alcune siano state cancellate. A partire da scudo penale e dal rientro dei beni e dei capitali dall’estero che sono stati entrambi eliminati. Altra novità, introdotta solo dopo la lunga discussione di oggi in Consiglio dei ministri, è quella riguardante il saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia per le persone in difficoltà. Ad annunciarla è stato il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, affermando che su questo punto è stato trovato un accordo. Uno strumento accolto positivamente anche da Luigi Di Maio: “Sono contento perché miglioriamo lo strumento di saldo e stralcio per le persone in difficoltà”. L’obiettivo, quindi, è quello di eliminare le cartelle di chi non ha la possibilità di saldarle: “Nasce uno Stato amico che aiuterà la parte più debole dei contribuenti”, afferma Di Maio.

Confermato il principio della dichiarazione integrativa su cui si base la pace fiscale, riguardante, quindi, chi la dichiarazione l’ha effettivamente effettuata. Di Maio ricorda come la dichiarazione integrativa esista già nell’ordinamento italiano, seppure non sia prevista – come avviene oggi col decreto fiscale – una riduzione dell’importo da versare al Fisco. “Noi – prosegue Di Maio – mettiamo un tetto di 100mila euro imponibile su base annua, che non sia più del 30% e ci paghi il 20%. Questa dichiarazione integrativa funzionerà meglio”. Il limite quindi riguarda un massimo del 30% di evasione con la dichiarazione integrativa.

Il principio dell’aiuto a chi è in difficoltà viene riaffermato anche da Conte, secondo cui c’è un accordo che permetterà in sede di conversione del decreto di trovare una nuova formulazione “per offrire una definizione agevola a tutti i contribuenti che versano in situazioni di oggettiva difficoltà economica”. Conte ha precisato anche che il decreto non riguarderà attività fuori dallo Stato italiano, non ci sarà quindi “nessuno scudo di sorta per capitali dall’estero”.

Altro elemento è quello della non punibilità. Il testo non prevederà alcuna “causa di non punibilità”, ha assicurato il presidente del Consiglio. Infine, tornando sul famigerato articolo 9 che è stato terreno di scontro in questi giorni, Conte ha ricordato che “introduce una modesta definizione agevolata, è un ravvedimento operoso perché consente di recuperare, per chi ha fatto una dichiarazione, un imponibile che non era stato dichiarato”.