Truffe sui rimborsi da due ex consiglieri a Torre Annunziata: respinto ricorso di Ruggiero, Giorgio non impugna sequestro

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato il decreto di sequestro emesso dal gip nei confronti di Gaetano Ruggiero, finito, insieme a Fabio Giorgio, anche lui ex consigliere comunale di Torre Annunziata, nell'inchiesta sui rimborsi non dovuti ma ottenuti sulla base di false dichiarazioni: i due avrebbero indotto l'amministrazione a erogare ai rispettivi datori di lavoro rimborsi non dovuti. Le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata (procuratore Nunzio Fragliasso) e svolte dalla Guardia di Finanza, sono partite da una segnalazione del segretario generale del Comune relativa ai gettoni di presenza e ai rimborsi del Comune per la partecipazione dei consiglieri comunali alle commissioni consiliari.
Ruggiero è indagato per i reati di truffa continuata ai danni del Comune, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, commessi a Torre Annunziata dall'ottobre 2024 all'ottobre 2025. Dipendente di un ufficio postale che si trova in un diverso comune del Napoletano, avrebbe attestato falsamente di non avere un mezzo di locomozione e di spostarsi coi mezzi pubblici, quindi di avere bisogno in media di 85 minuti per raggiungere il Comune dalla propria sede di lavoro; dalle indagini è invece emerso che Ruggiero, sebbene non risultasse proprietario di alcun veicolo, usava abitualmente un motoveicolo intestato al padre e che per gli spostamenti impiegava in media mezz'ora. Nel periodo da ottobre 2024 a ottobre 2025 l'indagato avrebbe ottenuto così rimborsi non dovuti per complessivi 4.093,70 euro. Ruggiero aveva presentato il ricorso contro il sequestro, eseguito lo scorso 19 maggio, che è stato respinto dal Riesame.
L'altro ex consigliere indagato, Fabio Giorgio, è accusato degli stessi reati. Secondo le ricostruzioni della Guardia di Finanza avrebbe, in concorso col padre, proceduto alla costituzione di un rapporto di lavoro fittizio, in realtà inesistente, con una società in una sede lavorativa che si trova in un'altra regione. Avrebbe quindi presentato documentazione per giustificare l'assenza per l'intera giornata lavorativa, vista la distanza, in occasione delle commissioni consiliari di cui faceva parte. Il Comune avrebbe erogato, dal 1 aprile al 30 luglio 2025, in totale 14.162,61 euro nei confronti dell'ex consigliere e di suo padre. Giorgio non aveva presentato istanza al Riesame contro il sequestro.