A Napoli incassati 15 milioni dalle multe stradali nel 2025: ai vigili bonus pensione da 1,5 milioni

Il Comune di Napoli incassa 15 milioni di euro dalle multe stradali nel 2025. Agli agenti della Polizia Locale che hanno elevato i verbali spetterà una percentuale sulla riscossione, parti a un milione e mezzo di euro che andranno a confluire nel fondo per la previdenza complementare Perseo Sirio. A Napoli, infatti, più multe vengono elevate per le sanzioni stradali, come i divieti di sosta, il passaggio col rosso al semaforo, la sosta selvaggia in doppia e tripla fila, se non sulle strisce pedonali o addirittura sul marciapiedi, più aumenta la percentuale che spetta ai caschi bianchi per la pensione integrativa. Si tratta di una norma nazionale, che viene applicata anche nel capoluogo campano.
Gli incentivi per la Polizia Locale a Napoli
Si tratta di un incentivo per gli agenti che ogni giorno scendono in strada, lavorando con professionalità in condizioni difficili, a tu per tu con il traffico cittadino, lo smog e gli automobilisti indisciplinati. Sfidando il caldo e la pioggia, ogni giorno dell'anno. L'idea risale al 2013, quando è stato istituito il fondo di previdenza complementare con relativo disciplinare per gli appartenenti al Corpo della Polizia Municipale. La norma prevede che all'integrazione pensionistica degli agenti municipali possa andare fino al 50 per cento del riscosso dalle multe stradali – cioè non la somma intera prevista dei verbali elevati, ma solo quella effettivamente incassata – e fino ad un massimo di 1,5 milioni all'anno.
Incassati 15 milioni dai verbali stradali
Nel 2025, al 31 dicembre, le riscossioni delle multe stradali sono state circa 15 milioni e 140 mila euro. Quindi, al fondo di previdenza complementare è andato il massimo della cifra, pari a 1,5 milioni. Questi soldi saranno poi erogati dal Fondo Perseo Sirio agli appartenenti al Corpo al momento della quiescenza o della cessazione, per qualsiasi causa, del rapporto di lavoro. Il criterio di riparto utilizzato è quello chiamato “diretto semplice”, che calcola la quota di pensione complementare su base mensile ed esclude dal computo i mesi di servizio non prestati ovvero li riduce in misura pari alla percentuale di rapporto di lavoro a tempo parziale.