Militare morto per esposizione all’amianto, il Ministero della Difesa condannato a pagare 468mila euro

Il Ministero della Difesa è stato condannato a risarcire con oltre 468mila euro, oltre a rivalutazione ed interessi, la famiglia di un militare dell'aeronautica militare napoletano, morto a causa dell'esposizione all'amianto. La decisione del Tribunale di Napoli è stata resa nota dall'Osservatorio Nazionale Amianto. "Questa sentenza conferma ancora una volta che troppo spesso i servitori dello Stato non hanno perso la vita sul campo di battaglia, ma per un nemico invisibile presente negli ambienti di lavoro", ha spiegato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia.
Secondo i giudici del Tribunale di Napoli, l'attività svolta dal militare in diverse basi italiane, tra cui Capodichino, Pratica di Mare, Grosseto, Gioia del Colle e Grazzanise, ha determinato l'esposizione all'amianto che ha causato il mesotelioma pleurico diagnosticato nel 2013 e il successivo decesso, avvenuto nel luglio 2015. La sentenza, pubblicata il 28 luglio, riguarda il maresciallo C.M., motorista e tecnico manutentore dell'Aeronautica. Nelle motivazioni, il giudice del tribunale di Napoli ha anche spiegato che "la lunga sofferenza vissuta dai familiari comincia ben prima della morte, dal lungo percorso della malattia segnato da cure e ricoveri, quando sono costretti ad assistere giorno dopo giorno al progressivo peggioramento e aggravamento delle condizioni di salute del proprio caro", spiega ancora l'Osservatorio Nazionale Amianto. "Per chi ha lavorato per anni sugli aeromobili militari, questa sentenza rappresenta un riconoscimento importante", ha aggiunto nella nota Nicola Panei, maresciallo dell'Aeronautica Militare, componente del direttivo nazionale dell'Osservatorio e a sua volt vittima dell'Amianto.