Ladro ucciso durante furto in casa nel Salernitano: fu legittima difesa, accusa archiviata

Non dovrà rispondere dell'accusa di omicidio l'imprenditore Aurelio Valiante, che, nel giugno 2025, imbracciò un fucile e sparò contro i ladri che avevano fatto irruzione in casa sua, a Foria di Centola (Salerno) uccidendone uno e ferendone un altro: il giudice ha deciso che si è trattato di legittima difesa in quanto l'uomo ha risposto al fuoco; resta in piedi, però, l'accusa di occultamento di cadavere: il 60enne aveva nascosto in un terreno vicino alla sua abitazione il corpo del criminale morto e nelle ore successive aveva indicato il luogo agli inquirenti.
I fatti risalgono al 23 giugno 2025. Secondo la ricostruzione quella notte almeno tre persone si erano introdotte nella proprietà di Valiante per rubare. L'imprenditore aveva sentito i rumori ed era uscito in giardino con un fucile regolarmente detenuto. L'uomo ha sempre raccontato che a quel punto uno dei ladri aveva aperto il fuoco, usando una pistola che era stata sottratta poco prima dall'abitazione, e che lui aveva sparato in risposta. I colpi di fucile avevano raggiunto Rivaldo Rusi, uccidendolo, e un altro dei ladri, Xhuljan Curti, ferendolo gravemente.
A chiamare le forze dell'ordine era stato lo stesso Valiante, che però aveva detto di avere colpito soltanto uno dei ladri, quello poi ricoverato in ospedale, e che gli altri due erano scappati. Il giorno successivo, con diverse automobili, conoscenti e parenti di Rusi avevano raggiunto l'abitazione di Valiante chiedendo la restituzione del corpo; la folla, una trentina di persone, si era dispersa poco dopo l'arrivo sul posto, che era già presidiato dalle forze dell'ordine. Successivamente l'imprenditore si era presentato in Procura insieme al suo avvocato, Antonello Natale, e aveva fornito indicazioni per ritrovare il corpo, dicendo di averlo portato in un terreno e avvolto in un sacco.
Ieri, 29 luglio, il provvedimento del gip del Tribunale di Vallo della Lucania con cui è stata disposta l'archiviazione del procedimento per omicidio: è stata riconosciuta l'applicabilità della legittima difesa, prevista dall'articolo 52 del codice penale.