Bimbo nato con paralisi cerebrale a Napoli, la clinica paga un milione di risarcimento ai genitori

Oltre un milione di euro di risarcimento da parte di una clinica privata di Napoli ai genitori di un bimbo nato con una paralisi cerebrale. Mamma e neonato non sarebbero stati sottoposti al monitoraggio cardio-tocografico nelle ultime ore del travaglio. La giovane coppia, assistita dall'associazione "Dignità al Malato", che si occupa di assistenza a pazienti vittime di casi di malasanità, ha visto riconosciuto il risarcimento per le gravi negligenze in occasione del parto del loro unico figlio. Il bimbo era venuto alla luce 6 anni fa in una clinica privata partenopea ed era stato poi ricoverato, subito dopo il parto, in un grande ospedale cittadino. Soldi del risarcimento, che supera il milione di euro, già versati nell'ambito di un accordo stragiudiziale, a quanto apprende Fanpage.it.
Il bimbo ha difficoltà a parlare e non è autonomo
Francesco (nome di fantasia per tutelarne la privacy), che oggi ha 6 anni, soffre di paralisi cerebrale infantile, ha difficoltà di linguaggio e non è autonomo nella deambulazione. Secondo l'associazione Dignità del Malato, questa situazione sarebbe conseguenza di un grave caso di malasanità in sala parto. Gli eventi risalgono al Luglio 2020 quando una giovane donna poco più che ventenne, dopo una gravidanza senza complicanze e a termine, inizia il travaglio e viene ricoverata presso una clinica napoletana.
Diverse le contestazioni mosse dai familiari, tramite l'associazione, alla clinica. Si va dalla "somministrazione non necessaria di farmaci per indurre il travaglio" al mancato "monitoraggio con la dovuta frequenza attraverso il tracciato cardiotocografico, un esame non invasivo che serve a monitorare il benessere del feto e la sua reazione alle contrazioni uterine". "L’ultimo tracciato – scrive l'associazione – viene effettuato solo 2 ore e 22 minuti prima del parto ed erano chiaramente visibili ben 2 decelerazioni della frequenza cardiaca fetale, ma nonostante questo l’esame non è stato più ripetuto".
Il bimbo nasce di parto naturale, gravemente asfittico, viene intubato e sottoposto a massaggio cardiaco. Trasferito in urgenza presso la terapia intensiva di un ospedale cittadino, Francesco viene stabilizzato ed inizia un lungo percorso di riabilitazione che dura ancora oggi e che dovrà seguire per il resto della vita.
Il bimbo afflitto da problemi permanenti
"Oggi Francesco – prosegue l'associazione "Dignità al Malato" – convive con le conseguenze delle gravi negligenze dei sanitari della clinica in cui è nato: soffre di paralisi cerebrale infantile a tipo tetraparesi spastica e ritardo psicomotorio globale. Se i sanitari avessero proseguito con il tracciato fino al parto, come previsto dalle linee guida nazionali, si sarebbero accorti dell’asfissia cronica e sarebbero quindi ricorsi ad un taglio cesareo in urgenza, cambiando completamente la prognosi del nascituro, che non avrebbe subito alcun danno neurologico.
I genitori di Francesco, affranti da quanto accaduto e dal dolore che questo grave episodio gli ha causato, con conseguenze permanenti sulla salute e il benessere del loro unico figlio, si sono rivolti all’Associazione ‘Dignità al Malato’, specializzata in responsabilità medica e della struttura sanitaria e leader nella richiesta di risarcimenti. L’Associazione ‘Dignità al Malato’ è riuscita ad ottenere un risarcimento di gran lunga superiore al milione senza neanche mettere piede in Tribunale, evitando al piccolo ed ai genitori un impegnativo stress emotivo e psicologico. Tale risultato è frutto di un incessante lavoro di professionisti legali e consulenti sanitari, coordinati dalla Presidente dell’Associazione Fabiana De Felice, che ha accompagnato personalmente i genitori in questo lungo e doloroso percorso:
"Al di là dell’importante traguardo economico raggiunto – afferma De Felice – la nostra più grande soddisfazione è l’aver tenuto fede ai nostri valori, con dedizione ed empatia. Siamo riusciti a superare la diffidenza di questi giovani genitori che si erano rassegnati ad un destino infausto causato da una sfortunata complicanza clinica e che si erano convinti ad abbandonare ogni possibilità di un’iniziativa legale. Li abbiamo ascoltati e rassicurati, anche sulla completa presa in carico da parte nostra di tutte le fasi dell’iter legale, compreso le onerose spese di lite. Un professionista specializzato, riferimento unico e costantemente presente, ha garantito loro protezione e discrezione, limitando al minimo indispensabile il confronto con gli altri consulenti. Siamo consapevoli che il risarcimento ottenuto non cambierà le problematiche cliniche di Francesco, ma di certo gli consentirà una vita più dignitosa. Ritengo che la professionalità dei consulenti di Dignità al Malato, la loro competenza ed esperienza abbiano determinato questo risultato, che è in linea con il nostro primo obiettivo: dare giustizia, restituendo dignità a chi ha subito un grave torto".