Uccisa mentre cerca di salvare la lepre: il conducente che la travolge impugna la condanna a 9 anni
Ha impugnato la condanna a nove anni di pena, Vincenzo Curdo, il 34enne di Fenegrò, comune della provincia di Como, che è stato accusato di aver investito e ucciso Noemi Fiordilino, la ventenne di Vertemate con Minoprio morta il 29 marzo 2025 travolta da un'auto a Lurago Marinone. La giovane, infatti, si era fermata con il fidanzato a soccorrere una lepre che si trovava lungo la strada.
Il fidanzato, appena vista l'auto che stava arrivando sul rettilineo illuminato, aveva provato ad avvisare la giovane. Ma, purtroppo, inutilmente. Curdo l'aveva investita. L'impatto era stato particolarmente violento: la giovane era stata sbalzata per metri.
Il 34enne non si è mai fermato: si è allontanato e ha lasciato sul posto la targa. I carabinieri, grazie a quella, sono riusciti a risalire a lui. Quando si sono presentati a casa, ha sostenuto che il veicolo gli fosse stato rubato. Una finzione: l'auto, infatti, era stata lasciata proprio da lui in un prato. Aveva poi affermato che, all'ora dell'incidente, stesse dormendo. Una tesi smentita da alcuni amici che, quella sera, si trovavano con lui.
Avevano infatti raccontato che si era presentato in piena notte a recuperare il cellulare. Gli inquirenti hanno scoperto che aveva un tasso di alcol vicino all'1,50 e che quella sera viaggiava a 88 chilometri orari (in un tratto dove il limite è a 50) e con una gamba ingessata. Vincenzo Curdo aveva scelto il rito abbreviato. E al termine di questo, è stato condannato.
Per l'avvocato che lo difende, gli si dovrebbe riconoscere una diversa percentuale di colpa considerato che Noemi e il fidanzato sono rimasti fermi in mezzo alla strada per qualche minuto per soccorrere la lepre, cosa che avrebbero dovuto fare ma più velocemente. Inoltre dovrebbero essere riconosciute le attenuanti per il percorso compiuto.