Elezioni amministrative 2027

Capelli (Pd) sulle comunali a Milano: “Lavoriamo per una coalizione larga, ma non sono accettabili ricatti”

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“Per tenere una coalizione larga serve generosità da parte di tutti e responsabilità: non sono invece accettabili ricatti, provocazioni, piedi di qua e di là. Gli elettori Milanesi non hanno voglia di farsi trascinare in teatrini autoreferenziali e divisivi”: a dirlo a Fanpage.it è Alessandro Capelli, segretario metropolitano del Partito Democratico a Milano.

"La scelta finale la prenderemo insieme a tutta la coalizione perché Milano non ha bisogno di corse solitarie, ma di grandi percorsi collettivi": a dirlo a Fanpage.it è Alessandro Capelli, segretario metropolitano del Partito Democratico a Milano relativamente alle elezioni comunali che si svolgeranno la prossima primavera. Nonostante manchi ancora molto tempo, in città si respira frenesia per il prossimo appuntamento elettorale cittadino. Un entusiasmo dilagante che ha visto diversi esponenti decidere di fare un passo verso la candidatura. Eppure, dalla maggior parte dei politici cittadini, la mole di nomi arrivata fino a questo momento non sembrerebbe essere fonte di caos, ma slanci positivi.

Sono diversi i nomi di esponenti politici e civici emersi in questi mesi. Questa frenesia di nomi potrebbe aver creato confusione nell’elettorato?

Penso che sia bellissima la grande vitalità che si registra nel centrosinistra milanese. Tutte le forze politiche del centrosinistra e del campo largo stanno aprendo discussioni importanti, le forze sociali e le associazioni che fanno riferimento al centrosinistra prendono parola e allargano la partecipazione. In un confronto reciproco, positivo e continuo. Tutti consapevoli delle grandi sfide inedite che Milano ha davanti a sé.

Sappiamo che sui giornali spesso appare solo la parte mediatica che parla di candidature e discussioni interne, ma se si guarda bene tutto il centrosinistra è immerso in un clima di grande voglia di esserci.

Se guardo al Partito Democratico, lo straordinario successo della nostra Festa dell'Unità ha dimostrato ancora una volta che esiste il nostro popolo e che ha voglia di esserci. Sono segnali che lasciano ben sperare in vista delle elezioni amministrative, ma anche delle primarie nazionali e delle elezioni politiche. Saranno mesi molto intensi per il nostro territorio: le elezioni di Milano, poi quelle nei grandi Comuni della città metropolitana tra cui Sesto San Giovanni, San Donato, Abbiategrasso, Magenta, Rho e Cassano D’Adda. Ancora: le primarie nazionali che ci vedranno impegnati con forza a supporto della segretaria Nazionale Elly Schlein.

Quindi se è vero che ancora non conosciamo le date delle singole tornate elettorali, penso che sia fondamentale registrare come ci sia grande vitalità, protagonismo e un clima positivo di confronto, consapevolezza e apertura. A proposito di nomi e vitalità: credo che sia un segnale importante anche la disponibilità data dal gruppo dei 13, i "saggi" del centrosinistra incaricati di aggiornare la carta dei valori del centrosinistra milanese.

Un gruppo di donne e uomini di estrema autorevolezza e rappresentatività che ha accettato di mettere faccia e pensieri a disposizione di tutto il centrosinistra. Insomma, grazie a un lavoro costante, oggi il centrosinistra milanese è ancora una grande coalizione civica e sociale. Questo fermento, poi, col passare delle settimane si incanalerà dentro percorsi ordinati ci accompagneranno al 2027.

Primarie sì o primarie no? Sono veramente indispensabili?

Ora il Partito Democratico e i partiti della coalizione stanno lavorando mettendo al centro la città. Lo abbiamo detto in tutti i modi: questo è il tempo dei programmi, delle idee e della visione. Noi siamo partiti il 18 aprile con un grande evento,“Innamorarsi ancora”, e altri 15 appuntamenti tematici in tutta la città metropolitana dove ci siamo confrontati con centinaia di soggetti della nostra città metropolitana.

Il 17 ottobre le iscritte e gli iscritti del PD concluderanno il percorso programmatico interno e poi abbiamo proposto agli altri partiti di costruire insieme una grande giornata programmatica aperta. Quel giorno, partendo dalla nuova carta dei principi e delle sfide milanese redatta dal gruppo di saggi, apriremo una grande discussione collettiva, aperta e partecipata sul futuro di Milano.

A quel punto, insieme alla coalizione affronteremo le modalità di scelta del candidato che rappresenterà tutta la coalizione e un percorso comune già solido e largo. Io che mi ritengo un convinto primarista son contento che già a luglio il PD si sia espresso a favore delle primarie nella nostra direzione metropolitana. Perché pensiamo che possano essere un momento bello per la città e generativo per tutta la politica milanese; uno spazio per dare voce e protagonismo a tutto quello che si sta attivando. Per questo a Milano il Partito Democratico propone di fare le primarie. La scelta finale la prenderemo insieme a tutta la coalizione perché Milano non ha bisogno di corse solitarie, ma di grandi percorsi collettivi.

Ci sono forti tensioni con alcuni partiti della coalizione, come Azione. Come si terranno insieme posizioni radicali/progressiste e moderate?

A Milano il centrosinistra è sempre stato molto di più della somma dei partiti, per fortuna. È una grande coalizione civica e sociale, articolata e composta da decine di migliaia di persone e centinaia di piccole e grandi organizzazioni e movimenti. E a Milano gli schematismi del politicismo e tattici non hanno mai funzionato. Per questo noi siamo per un principio semplice: la coalizione si definisce su una visione e un programma comune.

Noi lavoriamo per avere una coalizione larga ovviamente, sapendo che i nostri elettori chiedono unità e coesione. Quindi una coalizione più larga possibile dentro una visione condivisa e la disponibilità vera a lavorare insieme oltre le proprie differenze. Se, come deve essere, la politica guarda al futuro abbiamo ragione di essere ottimisti che la nuova stagione milanese avrà una coalizione larga e unita perché mi sembra che tutti pensiamo che Milano abbia di fronte grandi sfide inedite che richiedono coraggio e serietà.

Ovviamente per tenere una coalizione larga serve generosità da parte di tutti e responsabilità: non sono invece accettabili ricatti, provocazioni, piedi di qua e di là. Gli elettori Milanesi non hanno voglia di farsi trascinare in teatrini autoreferenziali e divisivi.

Quale sarà la ricetta del PD per Milano su casa, sicurezza e costo della vita? Vi distanzierete da quanto fatto finora dalla giunta Sala?

Quando abbiamo liberato Milano dalle destre, la nostra città era spenta, impaurita, triste e provinciale. In 15 anni Milano è diventata una grande capitale europea che ha vinto la sfida dell’internazionalizzazione, è un punto di riferimento per i diritti civili e per le politiche di accoglienza, ha inaugurato chilometri di piste ciclabili, aperto piazze e luoghi di socialità, due metropolitane e investe nel welfare come nessun’altra.

È chiaro che dopo 15 anni il modello di sviluppo delle grandi città chiede di essere ripensato perché proprio in tutte le grandi città del mondo le diseguaglianze sociali stanno diventando insostenibili e chi vive del proprio lavoro rischia di trovarsi escluso: per noi non è accettabile.

Questa estate si moriva di caldo e purtroppo in alcuni casi non era solo metaforico. La nostra città sta iniziando a fare i conti con uno sviluppo verticale dell’intelligenza artificiale. Insomma, siamo in un mondo nuovo. Il PD è orgoglioso del lavoro fatto e contemporaneamente dal 2024 dice che non si può celebrare il modello Milano come qualcosa di statico, ma che è fondamentale pensare il progetto Milano del futuro.

La sfida è la stessa in tutte le grandi città internazionali: estrarre valore pubblico dagli investimenti privati. Accettare la sfida della crescita, ma mettendo sempre al centro l’interesse pubblico attraverso meccanismi redistributivi. La parola chiave deve essere l’accessibilità: il diritto alla casa è fondamentale, così come l’accessibilità alla cultura, ai servizi e al tempo libero. Su sfide così grandi si è visto che Milano da sola non può bastare, avremmo bisogno anche di Regione e Governo e per questo il 2027 sarà tanto importante.

Infine su sicurezza: io credo che noi dobbiamo dire senza timore che il diritto di donne e uomini di essere e sentirsi sicuri nelle città sia un diritto fondamentale. Il Comune di Milano ha mantenuto le promesse delle assunzioni dei 500 nuovi vigili, mentre la campagna di Giorgia Meloni sulla sicurezza è stata aria fritta e decreti inutili, mentre ricordiamo che la sicurezza sarebbe responsabilità del Ministero degli Interni. Poi, ovviamente la nostra ricetta sulla sicurezza è la combinazione di presidi territoriali delle forze dell’ordine, presidi sociali perché nessuno si senta solo e spazi pubblici vivi e illuminati.

Troverà spazio la maggiore autonomia dei municipi e un maggior dialogo con l’hinterland?

Non solo troverà spazio, ma sarà uno dei pilastri centrali del nostro programma. Milano non coincide con la cerchia dei Navigli e non finisce con i confini del Comune capoluogo. È una grande città di 3 milioni e duecentomila persone. Il governo non ha voluto fare la riforma istituzionale delle città metropolitane che invece noi chiediamo da tempo, ma questo significa che è necessario continuare a muoverci con uno sguardo metropolitano. Trasporti integrati, pianificazione urbanistica, casa e ambiente vanno gestiti insieme ai Comuni dell’area vasta. Pensare la Milano del futuro senza un'alleanza stretta con la sua area metropolitana significa limitare le potenzialità di tutto il territorio. In questo senso il PD ha lavorato per una legge speciale per Milano che dia competenze, strumenti e risorse alla nostra città in chiave metropolitana. Ecco perché il percorso del decentramento e della valorizzazione dell’azione dei municipi è fondamentale per tenere vicine persone e istituzioni.

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