Uccide l’ex compagna a Milano, Luigi Morcaldi va a processo: “Omicidio premeditato e 18 anni di abusi”

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A sinistra: un frame dal video della telecamera di sorveglianza<br />A destra: Luigi Morcaldi
Il gup del Tribunale di Milano ha rinviato a giudizio Luigi Morcaldi. Il 64enne è accusato dell’omicidio premeditato dell’ex compagna Luciana Ronchi, uccisa il 22 ottobre 2025 sotto casa con 14 coltellate, e di averla costretta a subire 18 anni di abusi e violenze mentre convivevano.

Luigi Morcaldi è stato rinviato a giudizio per l'omicidio premeditato dell'ex compagna Luciana Ronchi, uccisa la mattina del 22 ottobre 2025 in strada sotto casa sua nel quartiere Bruzzano a Milano. Secondo quanto ricostruito nell'inchiesta coordinata dai pm Giovanni Tarzia e Leonardo Lesti, il 64enne avrebbe pianificato il delitto appostandosi "per almeno tre settimane" per verificare gli orari di spostamento della donna prima di ucciderla. A Morcaldi vengono contestati anche i quasi 18 anni di maltrattamenti, umiliazioni e violenze sessuali a cui avrebbe sottoposto Ronchi durante la loro convivenza. La prima udienza davanti alla Corte d'Assise di Milano è prevista per il 17 novembre e il 64enne rischia la condanna all'ergastolo.

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L'omicidio dopo "tre settimane" di appostamenti

Le indagini su quanto accaduto il 22 ottobre dello scorso anno sono state condotte dalla polizia locale. Poco prima delle 10 del mattino, Ronchi era uscita di casa, dal suo appartamento di via Grassini dove da tempo viveva sola. Morcaldi si era avvicinato a lei con uno scooter, l'aveva spinta a terra e ferita "con almeno 14 coltellate al volto e alla gola". L'intera sequenza era stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza della zona, che avevano catturato anche la fuga del 64enne verso il Parco Nord dove poi era stato arrestato.

Morcaldi aveva confessato l'omicidio, affermando però di aver incontrato l'ex compagna "casualmente". Una versione che contrasta con quanto riferito da alcuni testimoni, che lo avevano visto aggirarsi davanti all'abitazione di Ronchi già la sera prima dell'omicidio. Secondo gli investigatori, "sopralluoghi e appostamenti per verificare le frequentazioni e gli orari di spostamento" dell'ex compagna si sarebbero ripetuti "per almeno tre settimane" e negli ultimi giorni avrebbe anche "intensificato le ricerche sul web su come procurarsi armi".

Gli anni di abusi

Gli inquirenti avevano ipotizzato in un primo momento l'omicidio aggravato dal vincolo affettivo. Tuttavia, a seguito degli accertamenti, hanno contestato a Morcaldi anche la premeditazione. Gli avvocati Patrizia Iacobino e Simone Briatore, che difendono il 64enne, hanno provato a far cadere quest'ultima contestazione, ma il gup del Tribunale di Milano ha accolto la ricostruzione dell'accusa.

Non solo. Morcaldi è accusato anche di aver costretto l'ex compagna a subire "penose condizioni di vita" con violenze, aggressioni, vessazioni durante la loro convivenza tra il 2004 e il 2022, quasi 18 anni. Tra gli episodi contestati, "a titolo meramente esemplificativo", sono riportati botte, insulti, pestaggi, minacce di "darle fuoco" e anche abusi sessuali.

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