Majorino sulle comunali a Milano: “Non serve un candidato moderato, con Sala sono certo che chiariremo”
"Io mi auguro si opti per le primarie che sono una straordinaria occasione di partecipazione": a dirlo a Fanpage.it è Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Consiglio Regionale in Lombardia e possibile candidato sindaco alle elezioni amministrative che si svolgeranno in primavera a Milano. Prima però potrebbe essere uno dei candidati alle ipotetiche primarie, che lui stesso (e non solo) spera che verranno convocate. Intanto, nell'attesa di capire cosa sceglierà la coalizione di centrosinistra, il 22 ottobre ha lanciato un appuntamento al teatro della Quattordicesima, nel quartiere Corvetto, dove presenterà la sua idea di futuro per Milano.
Pierfrancesco Majorino, ad agosto c’eravamo lasciati con la promessa che a settembre avrebbe detto se si sarebbe candidato o meno. Siamo a ottobre. Quali sono le sue intenzioni? Si candiderà?
Il centrosinistra milanese, insieme a quello nazionale, valuterà le modalità di scelta del candidato alle elezioni. Io mi auguro si opti per le primarie che sono una straordinaria occasione di partecipazione. Un'opportunità davvero bella. È questione di qualche settimana, fino ad allora oggettivamente devo aspettare che ci si chiarisca su questo aspetto.
Il PD a livello nazionale e metropolitano ha invitato tutti a concentrarsi sulle idee, sui progetti. Mi sembra un modo molto razionale di procedere. Quindi per qualche valutazione in più attendo. Ma nel frattempo non sto fermo e insieme ad altre e altri do il mio contributo. Proprio sul piano dell'idea di futuro da avanzare alla città. E ho lanciato, non da solo, il 22 ottobre un appuntamento (al teatro della Quattordicesima zona Corvetto). Sarà una manifestazione affamata di contenuti e proposte. Innovative e coraggiose.
Dopo un video in cui ha annunciato l’evento del 22 ottobre, in cui ha fatto riferimento al problema della cementificazione a Milano, il sindaco Sala le ha risposto in modo molto critico. Ha parlato di bufala, ha detto che si farà da parte e non commenterà più nulla. Ha avuto modo di chiarire con Sala?
No, non è ancora capitata occasione ma son certo che ci chiariremo. La sua reazione mi ha sorpreso perché lo squilibrio tra cemento e verde nella città riguarda un dato storico. Non riferibile all'amministrazione attuale che del resto si sofferma in numerosi documenti proprio su questo tema.
A Milano abbiamo bisogno di una politica sulla casa che si ponga in modo ossessivo un obiettivo: contrastare il caro vita. Anche in questo quadro la giunta attuale ha iniziato a porsi dei traguardi significativi. Io dico: andiamo avanti con ancora più decisione. Dobbiamo far sì che la realizzazione di appartamenti per persone che guadagnano 1.500 euro al mese, lo stop al potere dei grandi fondi immobiliari e la politica per rendere più vivibile la città con un gigantesco piano su alberi e verde, nel tempo della crisi climatica, si tengano insieme.
Sardone e tanti altri esponenti di centrodestra dicono che lei finge di smarcarsi da Sala per pescare voti nel bacino dell’estrema sinistra. Come risponde?
Silvia Sardone cerca di fare polemica per guadagnare spazio e visibilità. A me interessano le risposte concrete agli infermieri, agli insegnanti, agli agenti di polizia, agli autisti dell'Atm, che non riescono più a vivere a Milano. Sono due modi di fare politica molto diversi.
Anche Azione, tramite il consigliere Daniele Nahum, l’ha attaccata duramente. E non è la prima volta. Nahum è molto critico circa la sua ferma condanna al genocidio di Gaza. Azione dovrebbe far parte della coalizione e sembrerebbe volere un candidato con posizioni più moderate. Come riuscirete a conciliare la ricerca di un perimetro di centrosinistra il più ampio possibile con posizioni così diverse su alcune questioni?
Io son molto fiducioso. Credo che il centrosinistra sarà forte, ampio, coeso e aperto a tutti. Anche in questo caso preferisco parlare del futuro della città. L'idea che poi serva il candidato moderato mi convince poco, mi pare molto da teatrino della politica. Io voglio più agenti di polizia nelle strade, il recupero delle 16mila case popolari vuote (diecimila dell'Aler, cioè di Regione Lombardia) un piano straordinario per la cura dei quartieri, il potenziamento dell'assistenza domiciliare, la politica per la cultura diffusa. Vuol dire che sono poco moderato? No. Vuol dire che amo la mia città e che mi voglio occupare del suo futuro, non delle piccole polemiche.
Ultima domanda. Qual è la ricetta di Majorino per Milano?
Se devo dirla con una battuta dico che Milano deve sempre tenere assieme due cose: la sua capacità di crescita, di offrire lavoro e sostegno alle imprese e la lotta ad ogni forma di ingiustizia sociale. Troppi stanno rimanendo indietro. Fuori dagli slogan credo che serva una grande azione per la cura della città, politiche mirate sull'emergenza abitativa, anche in chiave metropolitana, un ambiziosissimo piano per affrontare la crisi climatica e i suoi devastanti effetti.
Insomma credo che la città sia una grande questione comune. Non la somma impazzita degli interessi privati. Per questo serve una politica capace di scegliere da che parte stare. Sapendo che Milano è sotto attacco, la destra, dalla Regione e dal governo hanno fatto di tutto per scaricare sulla città, intesa su chi la amministra, le difficoltà. Una cosa vergognosa, hanno perfino tagliato i fondi sul trasporto pubblico. Quindi governare la città significa saperla amministrare e combattere per essa.