Piscina (Lega) sulle comunali: “Sardone? Candidata migliore per Milano, gli alleati non abbiano paura delle primarie”
"Sicuramente il nostro obiettivo come Lega è quello di partire prima possibile con un candidato unitario": a dirlo a Fanpage.it è Samuele Piscina, consigliere comunale della Lega, Segretario provinciale Lega per Salvini Premier Milano e Capogruppo della Lega in Cittá Metropolitana. E su chi possa essere il profilo giusto, Piscina è ovviamente sicuro: Silvia Sardone, che durante Pontida è stata indicata come candidata dal leader del Carroccio, Matteo Salvini. "Penso che un profilo politico migliore di quello di Sardone, conosciuta anche in tutto il Paese, oltre che a Milano, difficilmente si possa trovare".
La Lega sta puntando molto su Silvia Sardone, Forza Italia invece propone Matteo Perego, si parla ovviamente anche di Maurizio Lupi, ma cosa rende il profilo di Silvia Sardone più adatto a vincere a Milano rispetto agli altri candidati del centrodestra?
Silvia è la consigliera più votata all'interno della città di Milano. Conosce i quartieri, non sta imparando a farlo, li frequenta da tanto tempo e conosce tutti i problemi della città.
È riconosciuta a Milano da tutti i cittadini come una donna del fare. Mi sembra già abbastanza evidente che una figura di questo tipo possa avere molte più chance, rispetto ad altri candidati, di poter vincere le elezioni.
Laureata, bocconiana, nata a Milano: penso che un profilo politico migliore di quello di Sardone, conosciuta anche in tutto il Paese, oltre che a Milano, difficilmente si possa trovare.
Fino ad alcuni mesi fa si parlava della possibilità che il nome del candidato o della candidata sarebbe stato annunciato entro la fine dell'estate. Non è stato così. Questo ritardo potrebbe essere un problema per il centrodestra, considerate anche le ultime sconfitte subite a Milano?
Non è ancora un problema. Sicuramente l'obiettivo della Lega è quello di partire prima possibile con la campagna elettorale e con un candidato unitario. La campagna deve durare abbastanza tempo per riuscire a recuperare un gap dal quale, considerate le sconfitte delle ultime elezioni amministrative a Milano, partiamo.
Abbiamo bisogno di tempo per costruire e per informare i cittadini. Lo diciamo da maggio e da quando abbiamo fatto le nostre primarie per scegliere il candidato sindaco per Milano, durante le quali chiunque poteva scrivere qualsiasi nome. Proprio Silvia Sardone, insieme a Matteo Salvini, ha vinto.
Mi sembra evidente che da parte nostra ci sia sempre stata una spinta molto chiara, definita per accelerare e per avere un candidato unitario. Le altre forze politiche, all'interno del centrodestra, hanno cambiato idea molteplici volte. E dal canto nostro, affrontiamo questi repentini cambi di idea mettendo sul piatto il nome del miglior candidato sindaco della categoria a disposizione del centrodestra.
Lei è quindi d'accordo con le primarie nel centrodestra?
Non sono solo d'accordo, ma come Lega abbiamo chiesto che vengano fatte il prima possibile. Penso che far scegliere ai cittadini di centrodestra il candidato sindaco della coalizione sia la cosa migliore per farli tornare a votare all'interno della città.
Utilizzare questi metodi, con regole diverse da quelle del centrosinistra, può portare a una visione positiva di quella che è la politica. Altrimenti diventa difficile riuscire a ottenere dei risultati. È importante riportare il popolo di centrodestra a votare. Chiediamo a gran forza agli alleati di non aver paura di mettersi a disposizione e di utilizzare questo strumento scegliendo insieme le regole. Regole che siano più sensate rispetto a quelle del centrosinistra che le fa solo per recuperare i 5-10 euro.
Noi ci siamo e siamo a disposizione per questa partita.
Il candidato di Vannacci potrebbe essere un problema per il centrodestra nelle elezioni amministrative a Milano?
Vivere di slogan non funziona. C'è necessità di pragmatismo, di conoscere la macchina e sapere cosa si può o non si può fare.
Personalmente non mi preoccupa. Ho piena fiducia nel fatto che i cittadini milanesi, e in generale i cittadini italiani, sappiano bene che il 90% delle cose che dice Vannacci non si possano neanche realizzare e che siano tutte boutade.
Se poi dobbiamo aver paura di un candidato sindaco che a Milano dice di volere più moschee, forse dovrebbe averne più il centrosinistra che il centrodestra. Ripeto: dal mio punto di vista non c'è nessun tipo di paura né di pericolo. Il voto utile è il voto al centrodestra.
Il suo partito e candidato non fanno parte del centrodestra e non ne faranno parte né in queste elezioni né, penso, in futuro. Non c'é né ansia né paura di una persona che è stata identificata come inaffidabile e che fa una sparata dietro l'altra solo a fini elettorali.
Quale sarà la ricetta della della Lega per il futuro di di Milano?
La ricetta della Lega si basa su quattro pilastri. In primis il tema della sicurezza. A Milano anche la polizia locale deve contribuire assolutamente con attività e presenza sul territorio soprattutto durante le ore notturne.
Attualmente abbiamo nove pattuglie della Polizia Locale nelle ore notturne a disposizione per la città: una per municipio. Ogni municipio ha più di 100.000 abitanti. Come può essere dichiarata efficiente, sotto il punto di vista della sicurezza e della gestione della polizia locale, una città che ha nove pattuglie durante le ore notturne a disposizione? È una cosa inconcepibile, una barzelletta per tutta quanta l'Europa, se non per il mondo intero.
Il secondo tema è sicuramente quello della casa. Milano ha bisogno di sbloccare il tema casa, un problema che ormai si porta dietro da anni, che è stato bloccato totalmente da un PGT folle, dalle inchieste, ma soprattutto dall'incapacità di reagirvi facendo un nuovo cambio di governo del territorio.
D'altronde bisogna ragionare di più in ottica di housing sociale, di realizzazioni di rigenerazione urbana garantendo un'offerta maggiore anche di casa all'interno della città. Questo è l'unico modo per far abbassare i prezzi perché la domanda rimane sempre molto più alta rispetto a quella che è l'offerta. Bisogna ragionare sulla base che le case popolari, soprattutto quelle del comune di Milano, devono essere assegnate.
Oggi abbiamo il 28% di case popolari gestite da MM, quindi del comune di Milano, che sono in stato di totale abbandono, sfitte e lasciate a marcire.
Per non parlare delle lungaggini degli uffici nel rilasciare le concessioni: anche solo per rifare una facciata servono 6 mesi. Sono cose che sono assolutamente inconcepibili e e sicuramente bisogna metterci mano.
Poi, c'è il tema mobilità. Milano è stata imbottigliata nel traffico con gli interventi di riduzione delle carreggiate, creando piste ciclabili insicure e creando un forte problema di inquinamento perché, congestionando il traffico, se ne registra di più all'interno della città. È stata fatta una battaglia ideologica alle auto senza dare un'alternativa credibile, per esempio, con i mezzi pubblici. In questo caso sono state ridotte le corse, le tratte e sono stati aumentati i costi. In 15 anni di sinistra sono aumentati i prezzi degli abbonamenti e dei ticket giornalieri. Queste sono tutte misure che hanno portato a una riduzione di centinaia di milioni di utenti di mezzi pubblici dal 2019 a oggi, a un aumento dell'inquinamento e del traffico. È una situazione insostenibile.
Pensiamo fortemente che tutte le categorie abbiano il diritto di poter circolare sulle nostre strade, che non ci siano categorie che siano da demolire, ma che nel frattempo debbano essere messe a disposizione tutte le alternative possibili e immaginabili all'utilizzo dell'automobile. La prima alternativa è sicuramente quella dei mezzi pubblici.
Solo tornando a una gestione ottimale, garantendo un servizio efficiente e sostenibile, si può veramente riportare questi centinaia di milioni di cittadini milanesi a utilizzarli.
È chiaro che devono esserci anche piste ciclabili fatte con buon senso, senza ridurre le carreggiate e dove è possibile farle. Evitando magari di crearle nelle principali arterie dove si causa congestionamento del traffico come per esempio è avvenuto in viale Monza dove le ambulanze, in alcuni tratti, non riescono neanche più a passare. Bisogna partire da una visione propositiva e nello stesso momento anche pragmatica.
È chiaro che chi utilizza le piste ciclabili debba essere salvaguardato. Allo stesso modo tutti, a prescindere che siano automobilisti o che utilizzino le biciclette o i monopattini, devono rispettare le regole. Non devono esserci utenti di serie A o di serie B.
Il quarto tema è quello del decoro della città che parte dal verde, dalla manutenzione delle scuole, dai rifiuti abbandonati. È evidente che Milano oggi sia una città totalmente trascurata dove non avvengono le manutenzioni, dove esistono pericoli anche reali: gli alberi continuano a cadere, ci sono scuole senza certificati di prevenzione incendi, le case popolari di MM cadono a pezzi.
C'è tanto da fare, c'è tanta necessità e Milano non può essere una città del terzo mondo, ma una delle città più in vista d'Europa.
Lei ha fatto riferimento ai mezzi di trasporto. Uno dei motivi della riduzione delle corse, è la carenza di conducenti spesso collegata al costo della vita di Milano. Il problema riguarda anche infermieri, insegnanti e tante altre categorie. Come verrà affrontato il tema del carovita?
È estremamente correlato al tema della casa. Per quanto riguarda il settore pubblico, l'unica questione che può essere trattata è questa. Il caro vita del supermercato rimane un tema prettamente privato legato a 20 miliardi di fattori su cui il pubblico difficilmente può intervenire.
Come dicevo prima bisogna puntare sempre più sull'housing sociale e sul recuperare quelle che sono le case popolari. Al di là del piano casa fortemente voluto dal ministro Salvini che darà la possibilità di recuperare diverse decine di alloggi all'interno della città di di Milano a tutti gli enti che parteciperanno al bando; uno dei metodi è quello di poter assegnare queste case anche alle fasce intermedie della popolazione che possano ristrutturare le stesse e possano portare a un un'operazione, magari nel corso degli anni, di acquisizione di di alcune di esse.
Sicuramente mettere a disposizione delle case per le fasce di popolazione, che non hanno la possibilità di poter entrare nel mercato privato ma neanche di rientrare nei bandi pubblici, è fondamentale. Questo lo si fa attraverso il pubblico, quindi con l'ERP, attraverso le banche e le poste, ma anche con l'housing sociale e attraverso un Pgt che sia realmente orientato a realizzarlo.
Il PGT Maran, che abbiamo in questo momento all'interno della città di Milano, è un disastro incredibile. Aveva l'obiettivo, teoricamente, di aumentare l'housing social nella città di Milano, ma hanno fatto i conti male: l'hanno reso insostenibile dal punto di vista della realizzazione degli interventi e dei costi. Tanto è che gli interventi di social housing si contano sulle dita di una mano.
Quest'estate tutti i presidenti hanno chiesto una maggiore autonomia. Cosa ne pensa? Considerata la sua biografia politica, è d'accordo?
Sono assolutamente d'accordo da ex presidente di municipio e da ex consigliere di municipio.
Sono contento che i miei ex colleghi si siano svegliati, seppur alla fine del mandato. Secondo me però lo hanno fatto senza abbastanza polso per riuscire a ottenere qualcosa. Temo che con un'amministrazione che ha dichiarato più volte in realtà di voler accentrare i poteri, di voler lasciare solamente il ruolo di passacarte a questi municipi, non lo otterranno.
È fondamentale poter dare maggiori poteri a chi il territorio lo vive più in prossimità e conosce dettagliatamente quelle che sono le problematiche. È chiaro che nessuno chiederà a un municipio di pianificare la realizzazione di una metropolitana.
Nello stesso momento, però, penso che una gestione autonoma del verde, delle attività culturali, del comando di municipio di riferimento della Polizia Locale, della riqualificazione delle strade, quindi dalle buche a interventi più complessi, non siano in compartecipazione, ma debbano essere materie gestite direttamente dai municipi con un bilancio diretto e senza dover chiedere sempre le briciole al Comune di Milano.
Penso che il decentramento amministrativo debba essere uno, se non il punto principale del programma elettorale del prossimo mandato. Si è perso troppo tempo.
Ultimissima domanda: anche nel centrosinistra si discute molto di nomi. Tra questi ci sono quelli di Pier Francesco Maiorino e di Mario Calabresi. Sulla base delle ultime dichiarazioni fatte da entrambi, sembrerebbe esserci una volontà di discontinuità rispetto agli anni della giunta Sala. Secondo lei è una ammissione di fallimento di questo ciclo politico o è solamente una mossa tattica elettorale?
Ambedue le cose. Vedo un'ammissione di fallimento politico della sinistra che in 15 anni – ed è sotto agli occhi di tutti – ha portato Milano dentro un fosso su tutti quanti i temi: dall'urbanistica alla casa, dalla sicurezza all'ambiente, dalla mobilità fino alle case popolari. Allo stesso modo, vedo anche una strategia politica: che Majorino oggi venga a parlare di discontinuità quando ha fatto parte proprio di quella giunta, durante il primo mandato Sala e il mandato Pisapia, che ha portato a questo modello negativo di città, è ridicolo.
Penso che Sala e Majorino siamo due facce della stessa medaglia. Majorino su determinati temi etici è un po' più spinto rispetto a a Sala, ma questo è solo un peggioramento della situazione all'interno della città. Quindi che parli di urbanistica quando lui sedeva attorno al tavolo della giunta e prendeva le decisioni, che oggi vediamo in essere, di fatto, è ridicolo.
L'unica possibilità di avere discontinuità all'interno della città di Milano che sia evidente a tutti, è quella di non avere più il centrosinistra al governo, ma di avere il centrodestra che piaccia la ricetta o meno ai cittadini.