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Uccide la compagna Ramona Rinaldi e simula il suo suicidio, Daniele Re aveva cercato come scappare in Giamaica

Daniele Re avrebbe cercato come trasferirsi in Pakistan o Giamaica un mese prima della morte della compagna Ramona Rinaldi. Per la Procura, il 21 febbraio 2025 il 35enne avrebbe ucciso la compagna in casa a Veniano e simulato il suo suicidio.
Ramona Rinaldi
Ramona Rinaldi

Un mese prima della morte della compagna Ramona Rinaldi, Daniele Re ha cercato online hotel in Pakistan, Nepal, appartamenti in vendita in Giamaica e come trasferirsi lì. Secondo gli investigatori della Procura di Como, il 35enne stava già studiando un modo per scappare, forse dopo aver ucciso la 39enne con cui conviveva a Veniano e con la quale litigava spesso. La donna è stata trovata senza vita all'alba del 21 febbraio 2025, appena con la cintura dell'accappatoio alla porta della doccia. Per l'accusa, però, non si sarebbe suicidata, ma sarebbe stata uccisa da Re, ora a processo in Corte d'Assise per omicidio volontario pluriaggravato.

Come riportato da Il Giorno, durante l'udienza che si è svolta ieri, mercoledì 17 giugno, gli investigatori hanno ripercorso la ricostruzione delle ore precedenti alla morte di Rinaldi. La 39enne avrebbe confidato alle amiche che aveva ormai deciso che avrebbe messo definitivamente fine alla relazione con Re, diventato ormai ossessivo nei suoi confronti. Il giorno prima di morire, Rinaldi aveva prenotato online la spesa che l'indomani avrebbe dovuto ritirare al supermercato e prenotato appuntamenti dall'estetista fino all'estate.

La sera del 20 febbraio 2025, però, i due avrebbero avuto l'ennesimo litigio. Secondo gli investigatori, Re avrebbe colpito la compagna con diversi calci e l'avrebbe strangolata con la cintura di un accappatoio. Dopo averla trascinata in bagno, l'avrebbe appesa alla porta della doccia per simulare il suo suicidio. Alle 5 del mattino ha chiamato i soccorsi. Il medico del 118 aveva indicato in una "asfissia meccanica violenta" la causa della morte della 39enne e l'infermiera arrivata per prima aveva scattato una foto della ferita al collo rivelando che "sia il solco che la temperatura del corpo non erano compatibili con una impiccagione avvenuta poco prima del nostro intervento".

Inoltre, nella notte tra il 20 e il 21 febbraio, per circa quattro ore i tabulati delle erogazioni di energia elettrica hanno registrato consumi anomali. Si tratterebbero di picchi compatibili con l’utilizzo della lavatrice, dove è stata lavata la giacca del pigiama della donna, su cui sono poi emerse tracce di sangue. Re era stato arrestato a luglio al termine dei vari accertamenti scientifici. La settimana scorsa, i giudici hanno disposto la perizia psichiatrica sul 35enne, affidandola a Nicola Poloni, professore dell’Insubria e direttore del dipartimento di Salute mentale di Asst Lariana.

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