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Uccide la compagna Ramona Rinaldi a Como e simula il suo suicidio, disposta la perizia psichiatrica per Daniele Re

Daniele Re sarà sottoposto a perizia psichiatrica. Lo ha deciso la Corte d’Assise, accogliendo la richiesta della difesa del 35enne accusato di aver ucciso la compagna Ramona Rinaldi a Veniano (Como) tra il 20 e 21 febbraio 2025 e aver simulato il suo suicidio.
Ramona Rinaldi
Ramona Rinaldi

La Corte d'Assise di Como ha disposto la perizia psichiatrica per Daniele Re. Il 36enne di Veniano è accusato dell'omicidio pluriaggravato della compagna Ramona Rinaldi. Secondo l'accusa, nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2025 l'avrebbe colpita a calci e strangolata con la cintura dell'accappatoio, con il quale avrebbe poi simulato il suo suicidio. L'accertamento medico, chiesto dall'avvocata della difesa Alessandra Angelelli, dovrà accertare la capacità di Re di intendere e di volere al momento dei fatti e stabilire se è in grado di affrontare il processo. La perizia è stata affidata Nicola Poloni, professore dell’Insubria e direttore del dipartimento di Salute mentale di Asst Lariana.

Stando a quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla pm Antonia Pavan e condotte dal nucleo Investigativo dei carabinieri di Como, Re avrebbe sviluppato un comportamento ossessivo verso la compagna. La sera del 20 febbraio dello scorso anno i due avrebbero avuto un litigio, e l'uomo avrebbe colpito la 39enne con diversi calci. Alla fine, l'avrebbe uccisa strangolandola con la cintura di un accappatoio, o con un laccio simile, trascinata in bagno e appesa alla barra di supporto della doccia per simulare il suo suicidio. Alle 5 del mattino seguente Re aveva chiamato i soccorsi, sostenendo che la compagna di era tolta la vita. A luglio, però, è stato arrestato per omicidio.

Re non ha mai ammesso le proprie responsabilità, è accusato anche di maltrattamenti nei confronti della compagna e rischia l'ergastolo. Detenuto presso il carcere San Vittore di Milano e difeso dall'avvocata Angelelli, durante il periodo di detenzione è stato sottoposto a tre trattamenti sanitari obbligatori (Tso). Anche per questo motivo, la legale ha chiesto per il suo assistito la perizia psichiatrica.

Per l'accusa, invece, Re sarebbe stato in grado di intendere di volere. Il 35enne, secondo la pm Pavan, non avrebbe "un disturbo psicotico, ma piuttosto un disturbo della personalità di tipo paranoideo". Oltre ad aver depositato una serie di relazioni della commissione interdisciplinare del carcere, la magistrata durante l'udienza del 10 giugno ha sottolineato come "non sono emersi precedenti di natura psichiatrici" e che non ha "mai avuto contatti con i servizi del territorio". La Corte d'Assise, presieduta da Carlo Cecchetti, ha comunque deciso di disporre la perizia, che verrà poi discussa nelle prossime udienze.

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