Uccide il padre a Luino con una coltellata: Ammanuel Rezzonico semi-infermo di mente, ma può affrontare il processo

È stato dichiarato parzialmente incapace di intendere e di volere Ammanuel Francesco Rezzonico, il 25enne accusato di aver ucciso con una coltellata il padre adottivo Boris la sera del 6 luglio 2025 nell'abitazione dell'ex moglie della vittima a Luino (in provincia di Varese). La psichiatra Maria Teresa Ferla, incaricata dal giudice dell'udienza preliminare Marcello Buffa del Tribunale di Varese, ha riscontrato nel ragazzo un disturbo paranoide che, però, non avrebbe completamente annullato le sue facoltà mentali al momento dell'omicidio. In base a queste conclusioni, presentate nell'udienza di ieri venerdì 15 maggio, Rezzonico può affrontare il processo che, con ogni probabilità, verrà celebrato in Corte d'Assise.
Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, la sera del 6 luglio scorso Rezzonico avrebbe ordinato al fratello di legare i genitori a letto con un cavo del telefono perché intenzionato a ucciderli. Dopo il rifiuto del fratello, il 25enne avrebbe impugnato un coltello colpendo il padre al cuore. Disarmato ancora dal fratello, Rezzonico aveva provato a scappare in strada, ma era stato fermato dai carabinieri a poche centinaia di metri da casa. Il 57enne, assicuratore svizzero, era morto poco dopo nonostante i soccorsi.
Durante gli interrogatori, il giovane non ha mai spiegato i motivi del suo gesto. Il suo avvocato Eugenio Losco, ha escluso precedenti tensioni familiari, parlando invece di una situazione di forte disagio psicologico del ragazzo. È stato lo stesso legale a chiedere una perizia super partes in incidente probatorio. Il suo consulente, infatti, aveva evidenziato un quadro psicologico problematico, mentre quello della Procura aveva ritenuto Rezzonico pienamente capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio.
Lo scorso febbraio il giudice Buffa aveva, quindi, deciso di conferire l'incarico alla dottoressa Ferla. Come riportato da La Prealpina, secondo la psichiatra il ragazzo sarebbe affetto da disturbo paranoide che avrebbe inciso sulla sua capacità di intendere e di volere, ma non l'avrebbe annullata completamente. Il riconoscimento della semi-infermità mentale non esclude imputabilità del ragazzo, ma potrebbe incidere sull'eventuale pena. In vista del rinvio a giudizio, è probabile che il processo si terrà in Corte d'Assise. Se dovessero venire confermati i capi d'imputazione, il ragazzo non potrà accedere al rito abbreviato.