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Omicidio Sara Centelleghe

Sara Centelleghe uccisa con 67 forbiciate, chiesto l’ergastolo per Deep Badhan: “Accanimento inaudito sul corpo”

Chiesto l’ergastolo per Deep Badhan per l’omicidio di Sara Centelleghe, uccisa nella sua casa di Costa Volpino (Bergamo) il 26 ottobre 2024. La pm ha sostenuto l’aggravante della crudeltà per “l’accanimento sul corpo della ragazza” con 67 forbiciate.
A cura di Giulia Ghirardi
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Sara Centelleghe e Deep Badhan
Sara Centelleghe e Deep Badhan
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Al termine della requisitoria, la pm Raffaella Latorraca ha chiesto l'ergastolo per Deep Badhan, elettricista di origini indiane imputato per l'omicidio di Sara Centelleghe, la 19enne uccisa nella sua casa di Costa Volpino (Bergamo) il 26 ottobre 2024, sostenendo l'aggravante della crudeltà per "l'accanimento gratuito sul corpo della ragazza" dovuto alle 67 forbiciate con cui il 20enne l'avrebbe colpita e sfigurata. La sentenza è attesa per il 13 maggio.

L'omicidio di Sara Centelleghe

Stando a quanto emerso dalle indagini, nella serata del 25 ottobre 2024 Badhan aveva fissato un incontro con una 17enne, ospite quella notte nell'abitazione dell'amica Centelleghe, per effettuare uno scambio di sostanze stupefacenti. Mentre la giovane scendeva per raggiungere il 20enne in strada, lui avrebbe approfittato della situazione per entrare nell'appartamento passando dal garage. Una volta dentro, avrebbe iniziato a cercare altra droga tra gli effetti personali presenti in casa.

È a quel punto che Centelleghe si sarebbe svegliata a causa del rumore e sarebbe stata colpita da Badhan, prima con alcuni pugni, successivamente con ben 67 forbiciate. Dopo l'aggressione, il 20enne è fuggito attraverso i garage. Poco dopo, la 17enne è rientrata nell'abitazione, trovando il corpo dell'amica senza vita disteso a terra. Dopo l'arresto, Badhan ha ammesso le proprie responsabilità, parlando delle sue dipendenze da alcol e stupefacenti. Il 20enne ha dichiarato di aver assunto sostanze anche la sera del delitto per "calmarsi". Con l'accusa di omicidio volontario aggravato dall'aver commesso il fatto a scopo di rapina, dalla minorata difesa e dalla crudeltà, il 20enne è quindi finito a processo in Corte d'Assise.

Nelle scorse udienze, poi, i giudici hanno disposto la perizia psichiatrica nei suoi confronti per capire se al momento del delitto fosse in grado di comprendere o meno quanto stava facendo. Stando a quanto emerso dagli accertamenti, gli sarebbe stato riconosciuto un disturbo di personalità, con tratti di impulsività, difficoltà nella gestione della rabbia e alcuni aspetti riconducibili a un profilo narcisistico-borderline. Tuttavia, secondo il perito, non ci sarebbero elementi che abbiano effettivamente compromesso la sua capacità di comprendere la realtà al momento dell'omicidio.

Per tutti questi motivi, in aula la pm ha chiesto l'ergastolo e di non riconoscere le attenuanti generiche, nonostante l'incensuratezza e la confessione di Badhan: "Non c’è alcuna pietas. Ha confessato solo quando le prove erano ormai schiaccianti", ha commentato Latorraca. Dall'altro lato, la difesa, rappresentata dall'avvocato Roberto Grittini, ha chiesto il minimo della pena, con attenuanti e senza aggravanti. Per il legale difensore, infatti, non ci sarebbe crudeltà: "Le ferite da forbici sono impressionanti, ma non sono la causa della morte. Quando sono state inferte, Sara non era più in grado di soffrire".

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