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Gianluca Ibarra ucciso alla stazione Certosa, il fratello: “Dicevano ‘siamo i Latin King’ e ci hanno rincorso”

Il fratello di Gianluca Ibarra e l’amico che era con loro la sera del 26 maggio hanno accompagnato gli investigatori durante un sopralluogo alla stazione di Milano Certosa. I due erano riusciti a scappare dall’aggressione di una banda di circa 15 giovani, mentre il 22enne è stato ucciso a coltellate.
Gianluca Ibarra Silvera (foto da Instagram)
Gianluca Ibarra Silvera (foto da Instagram)

Sono tornati alla stazione ferroviaria di Milano Certosa il fratello e l'amico di Gianluca Ibarra, il 22enne che la sera del 26 maggio è stato ucciso a coltellate proprio tra quei binari da almeno dieci ragazzi. Questa volta, però, i due che sono riusciti a scappare dall'aggressione erano accompagnati dagli investigatori della Squadra mobile, che hanno aiutato per ricostruire la dinamica di quanto accaduto. "Eravamo sulla banchina del binario 5, loro erano al binario 1, dicevano ‘Siamo i Latin King, siamo i re della zona‘", ha raccontato il fratello 20enne della vittima, "Gianluca  è caduto tre volte, è stato raggiunto e aggredito. Io sono riuscito ad alzarmi e mettermi in salvo". Il 22enne morirà poche ore dopo all'ospedale Fatebenefratelli, dopo essere stato ferito con decine di coltellate, una delle quali gli ha reciso l'arteria femorale.

Le indagini su quanto accaduto la sera del 26 maggio sono ancora in corso. Lunedì scorso il pm Elio Ramondini che coordina gli investigatori ha fatto un sopralluogo in stazione, mentre mercoledì gli agenti della Squadra mobile si sono fatti accompagnare dai due ragazzi che si trovavano insieme a Ibarra e che sono riusciti a scappare. Come raccontato dal fratello della vittima, il primo incontro con quel gruppo di giovani sudamericani era avvenuto intorno alle 21. "Siamo i Latin King, siamo i re della zona", avrebbero detto i ragazzi. Alle 22, invece, i fratelli Ibarra e il loro amico 33enne erano tornati in stazione per prendere il treno per Segrate, ma a quel punto sarebbero stati bersagliati da una sassaiola.

I tre hanno iniziato a scappare. Gianluca Ibarra è caduto tre volte ed è stato raggiunto da circa 15 ragazzi. Armati di coltelli e cocci di bottiglia, lo hanno ferito numerose volte arrivando a recidergli l’arteria femorale. "Scappando anche io sono caduto, ma sono riuscito ad alzarmi e mettermi in salvo", ha spiegato il fratello agli investigatori, spiegando di non aver "visto molto" dell'aggressione "perché mi sono nascosto, avevo molta paura". Quando è riuscito a tornare dal fratello, ormai era in una pozza di sangue. Trasportato con la massima urgenza all'ospedale Fatebenefratelli, nella notte è stato dichiarato deceduto. Anche il loro amico è riuscito a scappare, scavalcando una recinzione e allontanandosi in strada.

La banda si è dispersa, con alcuni dei membri che sono saliti a bordo di un treno diretto a Treviglio mentre altri si sono infilati nel sottopasso. Durante l'aggressione, avrebbero detto di appartenere ai Latin King, ma non è ancora chiaro se ne facciano effettivamente parte o meno. Intorno alla stazione, però, nei giorni successivi sono apparse diverse scritte spray con le iniziali della pandilla, "LK". Ibarra, invece, era incensurato e, come dichiarato dai parenti più volte, "non faceva parte di alcuna gang".

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