Condanna all’ergastolo Jashandeep Badhan: uccise Sara Centelleghe colpendola 77 volte con un paio di forbici

Jashandeep Badhan, il ventenne accusato dell'omicidio della 18enne Sara Centelleghe, avvenuto in via Nazionale a Costa Volpino (Bergamo) il 26 ottobre 2024, è stato condannato all'ergastolo. Il ragazzo ha ucciso la giovane nella sua abitazione: l'ha colpita 77 volte con un paio di forbici. Centelleghe avrebbe dovuto compiere 19 anni il 9 novembre.
Quella sera, la giovane stava dormendo. Nel suo appartamento, era ospite un'amica 17enne che, dopo uno scambio di messaggi, aveva dato appuntamento a Badhan per uno scambio di droga. Per la precisione, cocaina e hashish. L'adolescente era scesa in strada per incontrarlo, ma il ragazzo invece era salito dai garage ed era entrato nella casa di Centelleghe. Quando a mezzanotte e 39 minuti, la 17enne gli aveva scritto "Ci sei?", lui aveva risposto dicendo che la madre lo aveva scoperto e che non sarebbe uscito. Invece era già stato ripreso dalle telecamere nei box che collegano i due condomini.
La ragazza, a causa dei rumori, si era così svegliata ed era stata massacrata: era riuscita a uscire da casa e accasciarsi sul pianerottolo. Dopo averla uccisa, l'aveva rapinata anche del cellulare. Dopo l'omicidio, era tornato a casa ed era andato a dormire. Nel frattempo, i vicini di casa hanno trovato il corpo della ragazza e chiamato i soccorsi. Per Centelleghe però non c'è stato nulla da fare.
La pubblico ministero Raffaella Latorraca aveva chiesto l'ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dal collegamento con la rapina del cellulare. Per la Procura, il ventenne era salito in casa perché stava cercando altra droga pensando che l'amica di Centelleghe ne avesse una scorta. Per questo, le avrebbe detto una bugia lasciandola sotto mentre lui saliva e uccideva Centelleghe. Per gli avvocati che difendono il ragazzo, i legali Roberto Grittini e Guya Marta Portaluppi, l'imputato era salito in casa pensando di trovare la 17enne "perché non l'aveva vista sotto il palazzo". A causa della droga e dell'alcol assunti quella sera, l'ha quindi uccisa perché le sostanze avevano avuto "un effetto deflagrante". Il giovane ha sempre sostenuto di non essere stato in lui al momento dei fatti, ma la perizia psichiatrica ha dimostrato che era capace di intendere e di volere al momento dei fatti e che le droghe non hanno inciso.