Omicidio Cristian Sebastiano a Monza, i genitori dei due baby killer risarciranno la famiglia con 260mila euro

I genitori dei due ragazzi, all'epoca di 14 e 15 anni, che uccisero a coltellate Cristian Sebastiano il 29 novembre 2020 nel quartiere di San Rocco a Monza, dovranno risarcire la famiglia della vittima con 260mila euro. Per i giudici del tribunale di Monza, infatti, i genitori hanno "una loro parte di responsabilità" nel delitto commesso dai figli minorenni, condannati a 12 anni e 10 mesi di carcere per omicidio.
Dall'omicidio al processo
L'omicidio di Sebastiano si è verificato il 29 novembre 2020 nel quartiere di San Rocco di Monza, sotto i portici delle case popolari di via Fiume. Il 42enne, con precedenti per spaccio e una storia segnata dalla tossicodipendenza, è stato aggredito in serata da due minorenni, rispettivamente di 14 e 15 anni.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due ragazzi lo avrebbero avvicinato con l'intenzione di rapinarlo. L'incontro sarebbe, però, degenerato rapidamente: armati di un coltello da cucina, i due avrebbero sferrato decine di coltellate contro l'uomo, uccidendolo. Grazie all'analisi delle telecamere della zona, nel giro di poche ore i carabinieri sono riusciti a rintracciare i due minorenni e nelle loro abitazioni sono stati rinvenuti il coltello e gli abiti sporchi di sangue. Durante l'interrogatorio uno dei giovani ha poi dichiarato di aver voluto "punire" la vittima, accusandola di averlo trascinato nella tossicodipendenza.
Ci sarebbe, però, anche una terza persona coinvolta: il 44enne Giovanni Gambino che, secondo la Procura, avrebbe istigato i due a uccidere Sebastiano. Pare, infatti, che tra i due ci fossero stati dei dissidi in passato, sia di natura personale che economica. Per questo il 44enne è stato poi condannato a 30 anni di reclusione in quanto mandante dell'omicidio.
Dopo una battaglia legale a colpi di perizie psichiatriche contrapposte, il processo di Appello bis aveva decretato la condanna a 12 anni e 10 mesi di reclusione per i due ragazzi. La Corte di Cassazione aveva poi respinto il ricorso bis e la condanna era così divenuta definitiva a dicembre 2024.
A due anni di distanza, il tribunale di Monza ha riconosciuto una "responsabilità diretta e indiretta" ai genitori dei minorenni per non aver impedito il verificarsi dell'omicidio, vigilando sui figli, e per non aver impartito un'educazione formativa che insegnasse loro a non tenere condotte illecite. Per questo, dovranno risarcire la famiglia di Sebastiano con 260mila euro.