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Luciano Muttoni picchiato a morte per 50 euro, niente ergastolo per De Simone e Vetere: condannati a 23 e 16 anni

Carmine De Simone e Mario Vetere sono stati condannati in primo grado a 23 anni e 6 mesi e a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Luciano Muttoni. I due lo avevano picchiato a morte a Valbrembo (Bergamo) durante una rapina.
A cura di Enrico Spaccini
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Luciano Muttoni (foto da Facebook)
Luciano Muttoni (foto da Facebook)

Niente ergastolo per Carmine De Simone e Mario Vetere. La Corte d'Assise di Bergamo ha deciso di condannare, in primo grado, il 25enne e il 24enne rispettivamente a 23 anni e 6 mesi e 16 anni di reclusione per l'omicidio di Luciano Muttoni. I due ragazzi lo avevano rapinato e picchiato a morte il 7 marzo 2025 nella sua abitazione a Valbrembo (in provincia di Bergamo), lasciandolo agonizzante fino al decesso.

Muttoni rapinato e ucciso in casa

Stando a quanto ricostruito dalle indagini, a ideare il piano era stato De Simone. Il 25enne bergamasco aveva ingaggiato Vetere, 24enne di Brugherio, per una spedizione punitiva contro Muttoni. Alcuni giorni prima, infatti, De Simone aveva soggiornato in una delle stanze che il 58enne era solito affittare a Valbrembo. A suo dire, Muttoni avrebbe rivolto uno sguardo alla sua fidanzata, e De Simone avrebbe "perso il controllo".

Accompagnati da un terzo complice (Alessandro Alfi, già condannato in primo grado con rito abbreviato a 5 anni e 8 mesi), avevano raggiunto Muttoni in casa armati di coltello e pistola, usata per tramortirlo con un colpo con il calcio alla testa. Poi in due lo picchiarono, lo derubarono di 50 euro in contanti, carte di crediti (che non riuscirono a usare) e della sua vecchia Golf. Il raid era andato in scena venerdì 7 marzo, ma Muttoni venne ritrovato senza vita la mattina di domenica 9 marzo.

Le condanne in primo grado

La pm Letizia Ruggeri ha chiesto per De Simone e per Vetere la condanna all'ergastolo. L'accusa è di omicidio volontario pluriaggravato dalla minorata difesa della vittima e dal nesso con la rapina. Gli avvocati difensori, Luca Bosisio e Daniele Umberto Tropea, avevano invece sottolineato la vita travagliata di entrambi e la necessità di un riscatto sociale.

Oggi, lunedì 20 aprile, la Core d'Assise, presieduta da Donatella Nava, ha pronunciato la sentenza. De Simone, ritenuto responsabile anche di un'altra rapina commessa il 17 febbraio 2025 a Ponte San Pietro, è stato condannato a 23 anni e 6 mesi. Vetere, invece, a 16 anni. Le attenuanti generiche sono state ritenute equivalenti alle aggravate contestate per il 25enne bergamasco e prevalenti per il 24enne brianzolo. Scontata la condanna, entrambi saranno sottoposti a 3 anni di libertà vigilata.

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