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Manuel Mastrapasqua ucciso per le cuffie da 14 euro, la perizia psichiatrica: “Rezza capace di intendere e volere”

Stando ai risultati della perizia psichiatrica, Daniele Rezza era capace di intendere e di volere quando accoltellò e uccise Manuel Mastrapasqua, 31 anni, a Rozzano (Milano) per rubargli un paio di cuffie da 14 euro.
Daniele Rezza (a sinistra) e Manuel Mastrapasqua (a destra)
Daniele Rezza (a sinistra) e Manuel Mastrapasqua (a destra)

Era capace di intendere e di volere Daniele Rezza – condannato in primo grado a 27 anni di carcere a luglio 2025 – quando, la notte dell'11 ottobre 2024, accoltellò e uccise Manuel Mastrapasqua, 31 anni, a Rozzano (Milano) per rubargli un paio di cuffie da 14 euro. A sancirlo è la perizia psichiatrica richiesta durante il processo d'Appello, su istanza della difesa, affidata alla psichiatra Mara Bertini che verrà discussa in aula il prossimo 20 luglio.

Dall'omicidio al processo

La notte tra il 10 e l'11 ottobre 2024 Manuel Mastrapasqua stava tornando a casa dopo il turno di lavoro in un supermercato di via Farini, a Milano, quando, sceso dal tram a Rozzano, è stato aggredito in viale Romagna dal 21enne Daniele Rezza e ucciso con una coltellata.

È stata una pattuglia di passaggio a notare il corpo a terra vicino a una fermata del tram 15 attorno alle 3:00. Soccorso da un'ambulanza, il 31enne è stato trasportato in gravissime condizioni all'Humanitas dove, però, è deceduto poco dopo il ricovero. Nel frattempo, dopo l'aggressione Rezza è tornato a casa, ma, resosi conto della gravità della situazione, ha poi preso un treno per Pavia e poi un autobus per Alessandria dove è poi stato fermato e arrestato dai carabinieri che avevano iniziato le indagini.

"Quando l'ho visto volevo prendergli tutto: soldi, cellulare, qualsiasi cosa potessi rivendere", ha poi messo a verbale Rezza dopo l'arresto, il 13 ottobre 2024. Anche per questo i suoi legali avevano chiesto una perizia psichiatrica, perché il 21enne soffrirebbe di una "disregolazione delle funzioni emotive che dà reazioni sproporzionate, non sa valutare in modo cosciente le situazioni che ha davanti, non riesce a controllare i suoi impulsi per una patologia psichiatrica".

Stando alla relazione dell'esame, però, sarebbero emerse "alterazioni della regolazione delle emozioni e un'aggressività reattiva, oltreché proattiva, che possono considerarsi clinicamente significative, ma che non si integrano nella nozione giuridica di infermità mentale perché non inscritte in una patologia mentale rilevante ai fini forensi". La perizia verrà discussa in aula il prossimo 20 luglio.

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