Riccardo Claris accoltellato dopo una lite tra tifosi, chiesti 24 anni per Jacopo De Simone: “Ha ucciso per nulla”

La Procura di Bergamo ha chiesto 24 anni di carcere per Jacopo De Simone, imputato per l'omicidio di Riccardo Claris ucciso con una coltellata nella notte del 4 maggio 2025 al termine di una lite nata per un coro da stadio in un bar. Come ricostruito dalla pm Maria Esposito durante la sua requisitoria nell'udienza di oggi, mercoledì 1 luglio, in Corte d'Assise, il 19enne lo avrebbe colpito di spalle, quando poco prima era riuscito a mettersi al sicuro in casa e quindi avrebbe potuto chiamare le forze dell'ordine. Secondo l'accusa, l'aggressione finale da parte di De Simone sarebbe stata dunque del tutto sproporzionata rispetto al tono e al motivo della discussione: "Riccardo Claris ha perso la vita per nulla".
L'omicidio di Claris per un coro da stadio
Tutto ha avuto inizio la sera del 4 maggio di un anno fa in un bar di Borgo Santa Caterina, a Bergamo. De Simone era insieme a un gruppo di amici quando avrebbe intonato un coro dell'Inter in un locale notoriamente frequentato da tifosi dell'Atalanta. Là seduto c'era anche Claris, con la sua compagnia, che lo avrebbe ripreso dicendogli che là si doveva tifare solo Atalanta. La discussione è continuata, con insulti reciproci, all'esterno del bar, con il 26enne e gli altri atalantini che ha seguito il gruppo di interisti fino sotto casa di De Simone.
Il 19enne e tre suoi amici si erano rifugiati in casa sua. Tuttavia, nonostante ormai la situazione sembrava essersi risolta, De Simone è tornato in strada con un coltello nascosto nella felpa e, dopo aver sfidato ancora il gruppo di Claris, ha estratto l'arma e colpito mortalmente il 26enne.
L'accusa
Interrogato, De Simone ha sostenuto di aver estratto il coltello dopo che Claris aveva provato a colpirlo con una catena. Questa ricostruzione, però, non avrebbe trovato alcun riscontro né nelle testimonianze dei suoi stessi amici e di sua madre, scesa in strada per tentare di calmare gli animi, né la catena è stata mai trovata. Secondo la pm, il fatto che De Simone "non andava allo stadio, non era particolarmente tifoso" rafforzerebbe "a maggior ragione l'ipotesi che l'omicidio sia scaturito da una consapevole e deliberata volontà di provocazione". Per questo motivo, l'accusa contesta l'omicidio aggravato dai futili motivi. Aggravante che, però, sarebbe da ritenersi equivalente alle attenuanti generiche, che per la pm andrebbero riconosciute anche per il percorso di ravvedimento che l'imputato avrebbe intrapreso.
Di diverso avviso, invece, sono le posizioni delle parti civili. Per gli avvocati che rappresentano madre, sorella e nonna della vittima, le "scuse" fornite da De Simone sarebbero "poco convinte" e "di comodo". Durante l'udienza di oggi parlerà anche la difesa del 19enne, rappresentata dall'avvocato Luca Bosisio.