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Silvana Damato uccisa in casa a Milano, c’è un primo sospettato di omicidio: un amico dell’ex tabaccaia

Un amico di vecchia data di Silvana Damato è il primo sospettato dell’omicidio dell’ex tabaccaia. La 69enne era stata uccisa l’8 agosto 2025 in casa in via Bisnati a Milano, probabilmente a seguito del rifiuto di un prestito di denaro.
A cura di Enrico Spaccini
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Silvana Damato (Fonte: Facebook)
Silvana Damato (Fonte: Facebook)

C'è un primo sospettato per l'omicidio di Silvana Damato. La 69enne, ex tabaccaia alla stazione Centrale di Milano, era stata trovata morta lo scorso 8 agosto nel suo appartamento in via Bisnati, immersa nella vasca da bagno con la vestaglia ancora addosso e una profonda ferita d'arma da taglio al collo. Gli accertamenti tecnici e l'attività investigativa condotta dall'avvocato della famiglia della vittima, Walter Felice, e i suoi consulenti, avrebbero ristretto il cerchio su un amico di vecchia data di Damato: una persona dalla corporatura "importante" che si sarebbe rivolto alla 69enne per un prestito di denaro. Ora la pm Valentina Mondovì dovrà valutare se accogliere la richiesta di iscrizione nel registro degli indagati.

Stando agli elementi raccolti finora dagli investigatori, appare chiaro che Damato conoscesse bene il suo assassino. Nessuno dei vicini, infatti, ha raccontato di aver visto "persone estranee" entrare o uscire dal condominio di via Bisnati il giorno dell'omicidio. Inoltre, la stessa 69enne gli aveva aperto la porta e lo aveva fatto entrare in casa mentre era vestita solo con una vestaglia. L'assassinio è avvenuto intorno a mezzogiorno. A dare l'allarme era stata un'amica della vittima, con la quale si doveva vedere nel pomeriggio al Parco Nord per giocare a burraco.

Come riportato da Il Giorno, l'ipotesi formulata dall'avvocato Felice e dai suoi consulenti è che quell'uomo che Damato aveva fatto entrare in casa fosse un amico di vecchia data. Si tratterebbe di un uomo dalla corporatura "importante", che si sarebbe rivolto alla 69enne per un prestito di denaro. Alcuni giorni prima, infatti, l'ex tabaccaia aveva incassato una somma di denaro dalla vendita di un altro immobile e pare che già altre volte in passato avesse prestato, o donato, piccole somme a quell'uomo in difficoltà.

Tuttavia, è possibile che quel giorno Damato gli avesse negato l'ennesimo prestito. A quel punto, di fronte al suo rifiuto, l'uomo l'avrebbe aggredita: "sovrastandola" fisicamente, l'avrebbe presa a pugni sul volto, le avrebbe inferto una profonda coltellata al collo e infine annegata nella vasca da bagno. Questa ricostruzione parrebbe trovare riscontri negli accertamenti tecnico-scientifici eseguiti sugli oltre 200 campionamenti eseguiti nell'appartamento e presto potrebbe portare all'iscrizione nel registro degli indagati del primo sospettato.

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