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Valentina Sarto, uccisa con 19 coltellate: processo immediato per il marito, rischia l’ergastolo

Processo immediato per Vincenzo Dongellini, accusato del femminicidio della moglie Valentina Sarto, uccisa con 19 coltellate il 18 marzo scorso. Contestati mesi di minacce, stalking e violenze: rischia l’ergastolo.
Valentina Sarto
Valentina Sarto

Sarà giudicato con rito immediato Vincenzo Dongellini, il 49enne accusato dell'omicidio della moglie Valentina Sarto, uccisa con 19 coltellate il 18 marzo scorso. La decisione avanzata e accolta della Procura accelera l'iter giudiziario del caso: la prima udienza davanti alla Corte d'Assise è stata fissata per il 15 settembre. Contestata all'imputato l'accusa di femminicidio aggravato dai maltrattamenti, Dongellini potrebbe essere condannato all'ergastolo.

Al momento, la difesa dell'imputato sta valutando la possibilità di affidarsi a uno specialista per approfondire eventuali problematiche di natura psichiatrica e decidere se richiedere una perizia nel corso del procedimento.

Le indagini

Secondo l'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Antonio Mele, l'omicidio sarebbe stato l'epilogo di una lunga serie di comportamenti persecutori e violenti. Gli investigatori avrebbero, infatti, ricostruito settimane segnate da controllo ossessivo, minacce, insulti e aggressioni fisiche ai danni della donna, culminate nella notte del 18 marzo quando Valentina Sarto, 41 anni, è stata uccisa all'interno dell'appartamento di via Pescaria dove convivevano.

In particolare, Dongellini avrebbe monitorato costantemente gli spostamenti e i contatti della moglie, utilizzando anche applicazioni per controllarne il telefono cellulare. Le avrebbe, inoltre, rivolto ripetutamente minacce di morte e in diverse occasioni avrebbe annunciato che non le avrebbe permesso di arrivare al giorno successivo o di continuare a lavorare. Gli accertamenti della Squadra Mobile hanno poi documentato anche un comportamento persecutorio fatto di telefonate e messaggi continui. In una sola giornata l'uomo avrebbe chiamato la moglie quasi cento volte, mentre in un'altra occasione avrebbe tentato di contattarla una ventina di volte nell'arco di appena un'ora. Non sarebbero mancati anche episodi di violenza fisica: tra febbraio e marzo la donna sarebbe stata spintonata e aggredita durante alcune liti.

Per gli inquirenti il movente sarebbe legato alla volontà della vittima di interrompere definitivamente il rapporto e costruirsi una nuova vita. Valentina, originaria dell'Emilia-Romagna e impiegata come barista, aveva infatti confidato ai familiari di non sopportare più quella situazione. Da tempo sosteneva economicamente il marito, rimasto senza occupazione, e aveva manifestato l'intenzione di allontanarsi da lui. Pochi giorni prima dell'omicidio si era rivolta ai carabinieri per chiedere informazioni e valutare come affrontare la situazione. Un passaggio che è finito al centro di ulteriori approfondimenti investigativi. La Procura ha, infatti, separato la posizione di un militare dell'Arma, indagato per falso in relazione alla relazione di servizio redatta dopo quell'incontro.

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