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Femminicidio Valentina Sarto, respinta la richiesta di rito abbreviato. La madre: “Spero gli diano l’ergastolo”

Il tribunale di Bergamo ha respinto la richiesta di rito abbreviato avanzati dalla difesa di Vincenzo Dongellini, accusati del femminicidio della moglie Valentina Sarto.
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È stata respinta la richiesta di rito abbreviato presentata dall'avvocata Stefania Battistelli, che difende Vincenzo Dongellini accusato di aver ucciso la moglie Valentina Sarto con 19 coltellate in una casa di via Pescaria a Bergamo. A stabilirlo è stata la giudice Laura Garufi. Battistelli aveva avanzato la richiesta subordinata a una perizia psichiatrica.

La giudice Garufi non ha inoltre accolto la questione della legittimità costituzionale del femminicidio, presentata sempre dalla stessa legale. Per il capo d'imputazione contestato e soprattutto le aggravanti, si rischia l'ergastolo. In questo caso, si parla di femminicidio aggravato dal legame marito-moglie, i maltrattamenti e la minorata difesa.

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Dongellini, 49 anni, era sposato con Sarto, 41 anni, da dieci mesi. Erano insieme da dieci anni. La 41enne, che lavorava al Baretto fuori dallo stadio, aveva detto al 49enne di volerlo lasciare. Già prima di questa decisione, l'uomo sarebbe stato possessivo e violento. L'avrebbe anche minacciata, dicendole che non sarebbe arrivata all'indomani. Dopo averla uccisa con 19 coltellate alla schiena, alla testa e al collo, ha lanciato l'allarme alle 11:52 dicendo di averla ammazzata due ore prima.

Per l'autopsia, però, l'avrebbe assassinata nelle prime ore della notte. Dopo il delitto, l'uomo ha tentato il suicidio venendo ricoverato all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dal quale è stato dimesso qualche giorno dopo così da essere trasferito in carcere.

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Dalle indagini è emerso che, giorni prima del delitto, il 49enne le aveva stritolato la mano tanto che, a causa del dolore, Sarto si era fatta visitare. Anche la madre della vittima, Lia Ventura, aveva raccontato subito dopo i fatti che una volta l'uomo aveva sbattuto la testa della 41enne contro un armadio.

Il processo nei confronti di Dongellini inizierà in Corte d'Assise il prossimo 15 settembre: il pubblico ministero Antonio Mele ha richiesto e ottenuto il giudizio immediato. La madre, il padre e i fratelli di Sarto sono assistiti da Marco Mirabile ed Elisa Montresor. Nel procedimento, è stata ammessa come parte civile anche l'associazione Tina Lagostena Bassi che è seguita dall'avvocata Marcella Micheletti.

"Non l'ho guardato. Ho abbassato la faccia, ma ho fatto in tempo a intravederlo", ha detto la madre di Sarto, al quotidiano Il Corriere della Sera. Ha inoltre raccontato che aveva "un sorrisino, come se non fosse successo nulla". Ha inoltre aggiunto che si aspetta che gli diano l'ergastolo "e stia dentro quanto deve stare".

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