Saluti romani e “presente” dei neonazisti Do.Ra. a Varese nel giorno della Liberazione, avvisata la Procura

Anche quest'anno, i militanti del movimento nazi-fascista Comunità dei Dodici Raggi (conosciuta come Do.Ra.) si sono esibiti in saluti romani e chiamata del presente "per i caduti nel nome della Repubblica Sociale", come ha spiegato il presidente Alessandro Limido. Mentre nelle città di tutta Italia si celebrava il 25 aprile, giorno della liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal fascismo, in diversi cimiteri di Varese una ventina di neofascisti hanno voluto commemorare quelli che ritengono essere stati "i veri eroi", ovvero i "camerata uccisi dal nemico mentre combattevano per la patria". Le varie esibizioni si sono tenute di fronte ad agenti di polizia e carabinieri e la Procura locale sarebbe già stata avvisata di quanto accaduto. Come già accaduto più volte negli ultimi anni, è probabile che i militanti Do.Ra. verranno denunciati.
La giornata di commemorazione della formazione neofascista con sede ad Azzate (in provincia di Varese) è iniziata alle 9 presso il cimitero comunale di Ganna. Dopodiché, i militanti si sono spostati in quelli di Sant'Ambrogio e di Belforte esibendo uno striscione inneggiante ai "figli di sangue e onore" scritto nel carattere caratteristico della propaganda del Ventennio fascista. I cimiteri non sono stati scelti a caso. In questi, infatti, sono sepolti alcuni fascisti che si schierarono con la Rsi, lo Stato fondato da Benito Mussolini dopo che l'8 settembre del 1943 le truppe di Adolf Hitler occuparono l'Italia. "La Repubblica Sociale fu un sogno spezzato. Siamo figli di quel sogno", ha dichiarato il presidente di Do.Ra., Limido. Le sue acclamazioni sono state, poi, seguite dal saluto romano dei circa 20 militanti presenti.
Quello che l'Associazione nazionale partigiani italiani (Anpi) ha sempre definito come uno "sfregio" continua a ripetersi ormai da anni. Un episodio particolarmente significativo fu quello del 25 aprile del 2023, quando alcuni militanti del gruppo neofascista (da anni al centro di inchieste e processi soprattutto con l'accusa di ricostituzione del partito fascista) avevano interrotto le celebrazioni organizzate dal Comune ad Azzate, arrivando quasi allo scontro con i cittadini presenti e con gli agenti della Digos che li avevano poi fatti allontanare.