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Saluti romani, parata e messa in chiesa in memoria di Mussolini: 7 neofascisti indagati

Gli indagati, tutti uomini, sono residenti nelle province di Como, Varese e Pavia. La manifestazione si sarebbe tenuta lo scorso 27 aprile a Dongo, sul Lago di Como.
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immagine di repertorio
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La Procura di Como ha inserito nel registro degli indagati sette persone, ritenute nostalgiche del Fascismo, che avrebbero celebrato pubblicamente Benito Mussolini e fatto il saluto romano.

Il raduno  – a cui avrebbero preso parte in centinaia –  si sarebbe tenuto a Dongo (Como) lo scorso 27 aprile proprio nel giorno in cui avvenne la cattura e l’uccisione del Duce e di Claretta Petacci. Secondo quanto diffuso, gli indagati – tutti uomini –  sono residenti nelle province di Como, Varese e Pavia.

La Procura avrebbe proceduto anche a diverse perquisizioni per cercare materiale e elementi utili a ricostruire quanto accaduto. In collaborazione con la Polizia di Stato starebbe inoltre indagando anche sui ruoli di ciascuno nell’organizzazione della manifestazione. 

Come ricostruito, la manifestazione del 27 aprile –  organizzata dall’associazione "Mario Nicolini" – prevedeva la sfilata di un corteo, partito da Dongo e diretto verso Giulino di Mezzagra, località in cui Mussolini fu ucciso.

Per l'occasione, pare che alcuni manifestanti avessero appeso sul parapetto che affaccia sul lago di Como, alcuni fiori e poi risposto “presente” alla chiamata del gergo militare. In tanti, poi, avevano anche fatto il saluto romano.

A Giulino Mezzagra si sarebbe poi tenuta la messa in suffragio, celebrata nella chiesa sant'Abbondio. Qui i neofascisti avrebbero continuato la sfilata con gli stendardi della Repubblica Sociale Italia, fino ai cancelli di Villa Belmonte dove Mussolini e Claretta Petacci furono catturati dai partigiani e poi giustiziati. Presenti anche numerose bandiere e i vessilli della X Mas.

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