Saluti romani a Dongo, gli antifascisti lanciano gavettoni di sterco e cantano “Bella ciao”

Questa mattina, domenica 26 aprile, a Dongo, sul lago di Como, alcune decine di militanti neofascisti si sono radunati per un "contro 25 aprile" lungo il parapetto del lungolago, dove il 28 aprile del 1945 i partigiani fucilarono i gerarchi fascisti arrestati mentre tentavano la fuga verso la Svizzera con Mussolini. Lì, secondo il rituale che prevede la chiamata del "presente", hanno eseguito il saluto romano.
La manifestazione si è svolta senza gravi incidenti, sotto la sorveglianza delle forze dell'ordine. Nonostante questo, non sono mancate le proteste dei partecipanti alla contro manifestazione organizzata nell'antistante piazza Paracchini. Il presidio antifascista, organizzato dalla Cgil nazionale, ha visto i partecipanti intonare "Bella ciao" come simbolo della memoria resistenziale e della contrarietà a ogni forma di nostalgia del regime.
Al termine della commemorazione dei neofascisti, a cui hanno preso parte circa cinquanta persone, la tensione è aumentata quando dal presidio antifascista sono stati lanciati alcuni gavettoni contenenti sterco. Durante il confronto verbale, alcuni manifestanti hanno poi ribadito che il saluto fascista è contrario ai principi costituzionali. A queste contestazioni ha risposto Salvatore Ferrara, esponente della Rete dei Patrioti, dichiarando di non temere eventuali denunce, definite provocatoriamente "medaglie".
Alla mobilitazione antifascista ha partecipato anche l'europarlamentare Ilaria Salis che ha ribadito con fermezza il valore fondante dell'antifascismo nella Repubblica italiana. Secondo Salis, ideologie come il fascismo, legate a razzismo e violenza, "non dovrebbero esistere in un paese che si definisce civile. Mi fa rabbia il tentativo di riscrivere la storia e legittimare ideologie che hanno promosso rastrellamenti, deportazioni e genocidi. C’è una sorta di normalizzazione anche per colpa di questo governo post fascista".