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Perché si continuano a tenere concerti all’Ippodromo La Maura, nonostante gli ultimi disastri

Polemiche ancora sui concerti organizzati all’Ippodromo La Maura a Milano, dopo il concerto di Bad Bunny annullato a causa del maltempo. Ci si chiede perché, ancora, si organizzino i concerti in un’area spesso soggetta a critiche e con evidenti carenze.
I Day's all'Ippodromo La Maura
I Day's all'Ippodromo La Maura

Ancora polemiche sull'Ippodromo La Maura dopo il concerto di Bad Bunny. La violenta grandinata che ha causato la sospensione dell'evento e la conseguente evacuazione dei quasi 80mila partecipanti, ha generato discussioni sulla necessità di continuare a organizzare grandi manifestazioni all'interno dell'area.

La location è una proprietà privata, non comunale: su essa è in corso una causa tra Snaitech (attuale proprietario) e F3A Green, che è la società che vorrebbe acquistare lo spazio. Il Comune vorrebbe esercitare il diritto di prelazione, acquistare l'area e farci un parco; ma è ancora un'ipotesi molto lontana.

Attualmente gli organizzatori e i gestori dell'area sono obbligati a rispettare alcune linee guida condivise al tavolo della Prefettura, che vede il Comune coordinare insieme all'Agenzia per la Mobilità, l'Ambiente e il territorio, uno studio realizzato con la polizia, i vigili del fuoco, la protezione civile, la polizia locale, Areu, i promoter e i proprietari del sito.

Le indicazioni sono state pensate per permettere di realizzare gli eventi in sicurezza e hanno l'obiettivo di ridurre al limite l'impatto che queste manifestazioni possono avere sul quartiere. I concerti devono concludersi entro le 23:30, devono esserci almeno due giorni di pausa alla settimana e non può esserci sovrapposizione di eventi su più località (i due Ippodromi e San Siro sono molto vicini tra loro). Per l'estate 2026, sono state previste 19 date per San Siro, 5 all'Ippodromo La Maura, 8 all'Ippodromo Galoppo.

Le linee guida fissate dal Comune hanno inoltre l'obiettivo di diminuire il più possibile il traffico delle auto, impedire la sosta selvaggia, potenziare il trasporto pubblico (gli organizzatori dei concerti sono tenuti a compartecipare alle spese per il potenziamento con o,80 euro a biglietto) e individuare piani specifici per indirizzare al meglio flussi in entrata e in uscita. A ogni concerto, però, tali indicazioni sono spesso lacunose. In particolare, quello che riguarda il traffico, la sosta selvaggia e la gestione dei flussi. Quest'ultimo, proprio a causa del maltempo e della violenta grandinata, ha presentato evidenti carenze.

Mancanze che erano già state sottolineate per altri concerti. Nello specifico, essendo costretti a concludere i concerti alle 23:30, gli artisti sono obbligati a iniziare l'esibizione senza dover per forza attendere l'entrata di tutti i partecipanti. I controlli, le poche via di entrata e uscita, l'estensione dell'area (750mila metri quadrati), l'assenza di parcheggi, la sosta selvaggia, non consentono spesso a tutti di poter entrare per tempo o, come nel caso del concerto di Bad Bunny, a uscire con facilità: in molti hanno dovuto percorrere quasi un chilometro tra fango, pozze d'acqua, sotto la grandine cercando di ripararsi con teloni, mantelle, zaini prima di raggiungere l'uscita.

Spesso, proprio a causa della lontananza all'uscita, assaltando i bagni chimici, gli stand di cibo, dell'area vip o delle radio partner e i tendoni del banco mixer. Una situazione che, nonostante lo sforzo degli operatori sanitari, forze dell'ordine, vigili del fuoco e protezione civile presenti, ha portato al ferimento di una quarantina di persone. Nessuno, per fortuna, in modo grave.

Resta quindi da domandarsi perché si continui a organizzare eventi in una area con così tanti disagi sia per chi vi partecipa, che per i residenti. Una risposta potrebbe riguardare i costi di affitto dello spazio La Maura che potrebbero essere molto diversi rispetto a quelli del vicinissimo San Siro, che potrebbe contenere lo stesso numero di persone. Il guadagno, quindi, supera la volontà di far godere ai fruitori – che pagano fior di quattrini per un concerto – uno spettacolo in condizioni adeguate e gestibili anche per chi deve occuparsi della sicurezza.

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