Cos’è successo al concerto di Bad Bunny a Milano: i tentennamenti prima di interromperlo, l’evacuazione e le polemiche

La sera di sabato 18 luglio, un violento e improvviso nubifragio si è abbattuto su Milano e sulla Lombardia, trasformando il concerto di Bad Bunny all'Ippodromo La Maura in una complessa operazione di evacuazione che ha coinvolto circa 80.000 spettatori. Si trattava di uno degli eventi più attesi dell'anno, il secondo di due concerti previsti nella stessa location, le notizie di annullamento, soprattutto in relazione al violento nubifragio abbattutosi su Milano, hanno iniziato a circolare immediatamente. Oltre allo spavento e alla complessa gestione dell'evacuazione, la poderosa grandinata ha provocato anche dei feriti, se pur lievi.
La dinamica dell'evacuazione
Si parla molto, in queste ore, dei primi minuti di concerto e della scelta di dare ugualmente inizio all'evento. In base a quello che emerge anche da alcuni video, in un primo momento l'organizzazione dell'evento ha invitato il pubblico a temporeggiare e a non abbandonare i propri posti, nella speranza che si trattasse di un fenomeno passeggero di pochi minuti. Live Nation, la società che ha organizzato l'evento, ha ribadito in un post in cui ha annunciato il rimborso dei biglietti e il definitivo annullamento del concerto, che la prima priorità è stata quella della "sicurezza dei presenti".
"È stata l'organizzazione a volere attendere in un primo momento", ci conferma una fonte dei Vigili del fuoco, ma con il rapido e drastico peggioramento delle condizioni meteorologiche, la situazione è cambiata. A quel punto, come da procedura, è stato convocato d'urgenza e in seduta stante il GOS (Gruppo Operativo Sicurezza), composto da Vigili del Fuoco, Questura e dagli stessi organizzatori. Il tavolo tecnico ha decretato la sospensione definitiva del concerto e ha disposto l'immediato avvio delle procedure di evacuazione. Un'operazione tutt'altro che semplice, non esente da imprevisti, i video polemici lo testimoniano. Tuttavia dai Vigili del Fuoco ci spiegano che nonostante le oggettive difficoltà logistiche legate alla gestione di una folla così numerosa sotto una grandinata battente, il deflusso è stato completato e non si sono registrati problemi critici di ordine pubblico né feriti gravi.
I soccorsi e il bilancio dei disagi
Il bilancio sanitario registra diversi spettatori rimasti feriti, colpiti alla testa da chicchi di grandine di grosse dimensioni. Il personale del 118 è intervenuto tempestivamente per prestare i primi soccorsi. In questa fase emergenziale, i Vigili del Fuoco hanno utilizzato i propri automezzi come rifugi temporanei, accogliendo all'interno molti dei ragazzi feriti o spaventati per proteggerli dalla grandine. Nel frattempo fuori dall'area del concerto, il maltempo ha causato pesanti ripercussioni sulle infrastrutture, in particolare sulla circolazione ferroviaria, provocando il blocco per ore di centinaia di passeggeri su un treno diretto a Torino.
La macchina della sicurezza e il fattore meteo
Dal punto di vista della gestione della sicurezza, la fonte interna ai Vigili del Fuoco sottolinea che il dispositivo di soccorso e vigilanza ha risposto secondo i piani approvati. Il dimensionamento del personale (Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco e 118) e la dislocazione dei mezzi sia all'interno che all'esterno dell'ippodromo erano stati preventivamente definiti dalla Commissione di Vigilanza in Prefettura in base alla portata dell'evento.
La difesa del sistema organizzativo si basa sul confronto con i giorni precedenti: a parità di affluenza e con condizioni meteo stabili, il deflusso non aveva registrato criticità, a dimostrazione del fatto che i protocolli vigenti si sono dimostrati validi. Se ne deduce che la causa primaria dei disagi risieda quindi esclusivamente nell'eccezionalità e nella violenza del fenomeno atmosferico, che ha reso eccezionalmente complesso il deflusso di 80.000 persone.
La riflessione sulle aree concerti a Milano
Che il 18 luglio si siano sommati a Milano una serie di inconvenienti, oltre che le polemiche legate ad altri concerti tenutisi nella stessa location nelle scorse settimane, pare quantomeno palese. Tuttavia quello che è successo solleva una riflessione di carattere strutturale sulla logistica dei grandi eventi nel capoluogo lombardo. La fonte dei Vigili del Fuoco evidenzia come il clima di Milano stia assumendo caratteristiche sempre più simili a quelle tropicali, con fenomeni temporaleschi estremi e repentini. Di conseguenza, emerge il problema della totale inadeguatezza di ampi spazi aperti e non protetti come l'ippodromo La Maura per appuntamenti di tale portata. La proposta emersa è quella di sollecitare il Comune a pianificare la costruzione di nuove strutture funzionali e polivalenti, dotate di adeguate coperture in grado di proteggere il pubblico sia dal sole estivo sia dalle ondate improvvise di maltempo.