“Arrivano di notte incappucciati e ci portano via”: i detenuti di Opera denunciano spedizioni punitive di agenti

"Arrivano di notte, incappucciati. Portano i detenuti in cortile nudi e al freddo". Non è la prima volta che a Fanpage.it arrivano racconti di questo tipo dal carcere milanese di Opera. Ogni testimonianza, però, aggiunge un tassello che sembra comporre un quadro di presunte "violenze" e "abusi" sempre più difficile da ignorare.
A denunciare queste presunte spedizioni punitive notturne è Bo Guerreschi, presidentessa della ONG bon't worry iNGO, che ha raccolto le testimonianze di alcuni detenuti, assistiti dalla ONG, per restituirle senza filtri. Il risultato è un racconto che stride con qualsiasi idea di rieducazione che dovrebbe essere sottesa alla pena.
Le spedizioni notturne a Opera
Secondo quanto riferito, le presunte incursioni della polizia penitenziaria avverrebbero nel cuore della notte: "Agenti bardati, con il volto coperto, irrompono nelle celle, svegliano i detenuti anche con colpi di manganello contro le sbarre". Un gesto che servirebbe a verificare eventuali manomissioni, ma che nei fatti si tradurrebbe "in un'azione intimidatoria costante", secondo quanto riferito da diversi detenuti di Opera a Guerreschi.
Dopo essere stati svegliati, i detenuti verrebbero portati via "in pigiama, a volte in mutande, senza la possibilità di coprirsi". Nel frattempo, "le celle vengono messe a soqquadro" e al ritorno i detenuti "trovano tutto per terra, letti disfatti, oggetti personali sparsi", ha riferito ancora a Fanpage.it la presidentessa della ONG, sottolineando che – in questi termini – si tratterebbe non più di un controllo, ma di "una punizione".
Guerreschi ha poi raccontato che in diversi episodi, intorno alle 3:00 di notte, queste presunte spedizioni avrebbero coinvolto anche l'AS3, l'area di alta sicurezza del carcere di Opera. È qui che – stando a quanto le sarebbe stato riportato da più di uno degli assistiti dalla ONG – i detenuti sarebbero stati "portati in cortile, al freddo. Lasciati lì per ore, fino al mattino". Un trattamento che, se confermato, uscirebbe completamente dal perimetro della legalità per entrare in quello degli abusi. "Non è il primo carcere nel quale accadrebbe una cosa del genere, però, mi ha stupito", ha aggiunto Guerreschi a Fanpage.it. "Perché la penitenziaria di quella sezione è sempre stata gentile nei miei confronti durante i colloqui".
Inoltre, non si tratterebbe di un caso isolato. Negli scorsi mesi Fanpage.it ha, infatti, ricevuto diverse accuse di umiliazioni e trattamenti degradanti che si sarebbero verificate all'interno del carcere milanese: presunte aggressioni, pestaggi, detenuti lasciati nudi in cella, trasferimenti, perquisizioni invasive e familiari costretti a spogliarsi. In un quadro così, però, continuare a parlare di rieducazione suona quasi provocatorio. Perché se la detenzione dovrebbe servire al reinserimento sociale, come ha ricordato la presidentessa della ONG, allora quello che viene denunciato a Opera sembrerebbe andare nella direzione opposta, "alimentando rabbia, umiliazione e sfiducia nelle istituzioni".
In questo quadro, però, la domanda che rimane aperta e che Guerreschi ha riportato a Fanpage.it è una: perché, nonostante tutto, nonostante tutte le denunce e le segnalazioni degli ultimi mesi, "il sistema continua a reggersi senza un controllo trasparente e indipendente?". Perché la questione, a questo punto, non è più soltanto quello che accadrebbe di notte, ma il fatto che possa continuare ad "avvenire indisturbato", senza che nessuno agisca per cambiare le cose.