Roberto Guerrino ucciso in casa a Milano, l’ipotesi dell’agguato all’interprete dopo un incontro intimo

Roberto Pietro Guerrino è stato trovato senza vita nel suo appartamento in via Nino Oxilia a Milano nel pomeriggio di ieri, sabato 13 giugno. Il noto interprete 60enne aveva profonde ferite alla testa, probabilmente inferte con un oggetto contundente per il momento non meglio identificato. L'ipotesi più accreditata degli investigatori, coordinati dal pm Carlo Scalas, è che Guerrino sia stato ucciso in un tentativo di rapina al termine di un incontro intimo. Stando a quanto emerso, infatti, non aveva profili social, ma era registrato in almeno due app di incontri gay. Inoltre, è stato trovato seminudo, con addosso guepiere, calze a rete e tacchi a spillo. Sono in corso accertamenti anche tra gli amici e i conoscenti della vittima.
Guerrino trovato morto in casa con ferite alla testa
A dare l'allarme, intorno alle 15 del 13 giugno, è stata la nipote dell'ex compagno di Guerrino che vive a Genova. La loro relazione era avvenuta diversi anni fa, ma avevano comunque mantenuto rapporti stretti e si sentivano spesso. L'uomo si è preoccupato quando venerdì sera, 12 giugno, non era riuscito a mettersi in contatto con lui e così ha deciso di far verificare la situazione alla nipote. La giovane si è presentata all'appartamento dell'interprete insieme a una squadra dei vigili del fuoco.
La porta blindata dell'abitazione di Guerrino era chiusa con diverse mandate, così i pompieri sono entrati usando una copia delle chiavi custodita da una vicina. Il corpo del 60enne è stato trovato supino a terra in soggiorno, seminudo in una pozza di sangue e con ferite alla testa.
L'omicidio dopo un appuntamento intimo
Le indagini su quanto accaduto sono state affidate ai carabinieri del nucleo Investigativo di Milano e della Compagnia Duomo. Guerrino è stato visto l'ultima volta intorno alle 21:30 di venerdì 12 giugno, mentre rincasava in bicicletta. L'omicidio si sarebbe dunque consumato di notte, anche se nessun vicino avrebbe sentito le urla. L'ipotesi è che il 60enne abbia avuto un appuntamento intimo occasionale nel suo appartamento e che il partner abbia tentato di rapinarlo. Da un primo esame eseguito dal medico legale, le ferite principali alla testa rinvenute sul corpo dell'interprete sarebbero state procurate con un oggetto contundente e, probabilmente, di sorpresa, senza permettere alcuna reazione da parte della vittima.
Le telecamere di sorveglianza installate in zona potrebbero aver ripreso l'omicida entrare o uscire dall'abitazione di Guerrino. Tuttavia, essendo quella una zona di movida, probabilmente sarà necessario diverso tempo prima di poter individuare qualche elemento utile all'indagine. Gli accertamenti si stanno concentrando anche sui tabulati telefonici.