video suggerito
video suggerito
Presunti pestaggi a Opera

Presunti pestaggi nel carcere di Opera a Milano, il Garante nazionale avvia le indagini: possibili ispezioni

Il Garante Nazionale dei detenuti ha avviato un’istruttoria sul caso dei presunti pestaggi nel carcere milanese di Opera: avviati contatti con la procura e possibili ispezioni dopo le numerose denunce degli ultimi mesi.
A cura di Giulia Ghirardi
0 CONDIVISIONI
Una delle lettere dal carcere di Opera indirizzata a Fanpage.it
Una delle lettere dal carcere di Opera indirizzata a Fanpage.it
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Dopo mesi di denunce, interrogazioni parlamentari e richieste di chiarimento rimaste senza risposta, qualcosa finalmente sembra muoversi sul caso dei presunti pestaggi nel carcere di Opera. Secondo quanto appreso da Fanpage.it, il GNPL (Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale) avrebbe recepito le segnalazioni fatte e avrebbe avviato un'istruttoria per far luce su quanto accaduto nell'Istituto penitenziario milanese a partire proprio dalle presunte aggressioni della scorsa vigilia di Natale durante la quale una quarantina di detenuti sarebbero stati "picchiati, umiliati e lasciati nudi al freddo per ore".

Una svolta importante perché il rischio era che le denunce di abusi, le testimonianze dei detenuti che parlano di "torture" e "spedizioni punitive", e gli appelli delle associazioni rimanessero sospesi in una zona grigia fatta di silenzi istituzionali e verifiche mai avviate. Come riportato nelle interrogazioni parlamentari depositate negli ultimi mesi e nelle lettere indirizzate all'Associazione Quei Bravi Ragazzi Family che Fanpage.it ha potuto visionare, oltre ai presunti abusi e violenze che si sarebbero verificate all'interno di Opera, una delle maggiori criticità legate al caso era, infatti, la mancanza di accertamenti rapidi e trasparenti capaci di chiarire eventuali responsabilità. Tra queste, la risposta del garante milanese, accusato dai detenuti di immobilismo tanto da spingerli a chiedere le sue dimissioni.

Per questo, il ruolo del Garante nazionale assume un peso decisivo. Secondo quanto appreso, il presidente dell'Autorità avrebbe recepito le segnalazioni e la denuncia pubblica contenuta nella lettera aperta diffusa nelle scorse settimane. Non solo: avrebbe già preso contatti con la procura di Milano per avviare tutte le iniziative previste dalle prerogative dell'ufficio. Tra queste ci sono anche le ispezioni negli istituti penitenziari: la possibilità di entrare nelle strutture, verificare le condizioni di detenzione, raccogliere testimonianze e osservare direttamente ciò che accade all'interno. Un passaggio fondamentale per fare chiarezza in una vicenda che, fin dall'inizio, è stata accompagnata da ricostruzioni contrastanti e da un clima di forte "tensione e impunità".

Dunque, un primo passo è stato fatto: necessario, ma non sufficiente. Perché le presunte violenze denunciate dopo la vigilia dello scorso Natale e le numerose che sono poi seguite hanno riportato al centro un tema che da anni viene segnalato da operatori, avvocati e associazioni: il rischio che luoghi già segnati da sovraffollamento, tensioni e carenze strutturali possano trasformarsi in spazi opachi, dove il controllo esterno fatica ad arrivare e dove i diritti delle persone non sempre sarebbero tutelati.

La speranza, dunque, è che l'intervento del Garante sia un primo passo, ma che a tali verifiche seguano anche risposte concrete, trasparenza e soprattutto cambiamenti reali capaci di sanare situazioni che, se confermate, non possono trovare alcuna giustificazione in uno Stato di diritto.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views