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Presunti pestaggi a Opera

“Picchiati e lasciati nudi in cella”: dopo le denunce dei detenuti il Garante nazionale visita il carcere di Opera

Dopo l’inchiesta di Fanpage.it e le testimonianze raccolte dall’associazione Quei Bravi Ragazzi Family su presunti abusi e violenze sui detenuti, il Garante nazionale visita il carcere di Opera e annuncia una relazione sulle condizioni riscontrate.
Il Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, il dott. Riccardo Turrini Vita
Il Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, il dott. Riccardo Turrini Vita
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Dopo mesi di denunce, segnalazioni e interrogazioni parlamentari, il Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, il dott. Riccardo Turrini Vita, questa mattina, venerdì 22 maggio, è stato in visita al carcere milanese di Opera dove – secondo quanto appreso da Fanpage.itha incontrato la Direzione e alcune persone detenute, tra le quali anche alcune sottoposte al regime del 41-bis. Al termine della visita, come previsto dalle sue prerogative, il Garante ha annunciato che redigerà una relazione con osservazioni e proposte sulle condizioni riscontrate durante l'ispezione.

La visita è arrivata dopo l'inchiesta di Fanpage.it e le testimonianze raccolte dall'associazione Quei Bravi Ragazzi Family negli scorsi mesi, nelle quali alcuni detenuti hanno denunciato "pestaggi, umiliazioni e violenze" all'interno dell'Istituto penitenziario milanese. In particolare, in una delle denunce che Fanpage.it ha visionato, un detenuto ha riferito di una presunta maxi aggressione che si sarebbe verificata la scorsa vigilia di Natale ai danni di quaranta reclusi al termine della quale sarebbe stato "picchiato e lasciato nudo in cella", sostenendo che ai detenuti non sarebbe stato consentito neanche "pulirsi dal sangue".

Da qui sono poi seguite diverse altre denunce e lettere che hanno riportato nuove segnalazioni di possibili abusi, con richieste di verifiche urgenti e l'ipotesi di episodi configurabili come tortura. Le accuse hanno acceso il dibattito politico e istituzionale sulle condizioni detentive e sui controlli all'interno delle carceri, definite come un "sistema malato e al collasso".

In questo contesto, il ruolo del Garante nazionale assume un peso decisivo. Secondo quanto appreso, il presidente avrebbe recepito le segnalazioni e la denuncia pubblica contenuta nella lettera aperta diffusa nelle scorse settimane e ha preso contatti con la procura di Milano per avviare tutte le iniziative previste dalle prerogative dell'ufficio. Tra queste anche quella dell'ispezione fatta questa mattina. Un passaggio fondamentale per fare chiarezza in una vicenda che, fin dall'inizio, è stata accompagnata da ricostruzioni contrastanti e da un clima di forte "tensione e impunità".

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