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Femminicidio Pamela Genini

Profanazione Pamela Genini, trovato un coltello kukri nella casa di Francesco Dolci. Il 41enne: “Mai visto prima”

Un kukri, un lungo coltello dalla lama liscia, è stato trovato nell’abitazione di Sant’Omobono Terme di Francesco Dolci dai carabinieri di Bergamo. Gli investigatori lo hanno sequestrato e inviato al Ris per le analisi. Non si esclude che possa essere l’arma usata per profanare il cadavere di Pamela Genini.
A cura di Enrico Spaccini
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Francesco Dolci e i carabinieri durante le perquisizioni a Sant’Omobono Terme (foto da LaPresse)
Francesco Dolci e i carabinieri durante le perquisizioni a Sant’Omobono Terme (foto da LaPresse)
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I carabinieri del Comando provinciale di Bergamo hanno sequestrato un kukri trovato all'interno dell'abitazione di Sant'Omobono Terme di Francesco Dolci. Il 41enne è indagato per vilipendio di cadavere e profanazione della tomba di Pamela Genini, la sua ex fidanzata uccisa con 76 coltellate dall'ex compagno Gianluca Soncin lo scorso 14 ottobre a Milano. Il pugnale, dalla lama di 40 centimetri, è stata trovata nel cassetto di una credenza nel retro di un deposito per attrezzi. Dolci, comparso davanti alla telecamere del programma Dentro la Notizia di Canale 5, ha dichiarato di non averla "mai vista", sostenendo che qualcuno starebbe provando a incastrarlo. Il pugnale è stato inviato agli specialisti del Ris per le analisi.

La tomba di Pamela Genini
La tomba di Pamela Genini

Le perquisizioni degli investigatori sono scattate lo scorso 6 maggio, al termine dell'interrogatorio dello stesso Dolci. Durante quel colloquio, il 41enne è passato formalmente dall'essere una persona informata sui fatti, all'unico indagato per la profanazione della tomba di Genini nel cimitero di Strozza avvenuta a novembre, ma scoperta solo il 23 marzo. Il kukri è un lungo coltello tibetano, nato come strumento agricolo ma poi impiegato anche nei combattimenti e usato in rituali e cerimonie. La lama è lunga 40 centimetri e liscia, ma bisogna ancora capire se può essere in grado di compiere un taglio netto come quello rilevato sul corpo della 29enne.

Il lungo pugnale è stato trovato nel cassetto di una vecchia credenza custodita nel retro di un deposito per attrezzi della tenuta di Sant'Omobono Terme di Dolci. Il 41enne, però, ha dichiarato a Dentro la Notizia: "Non l'ho mai vista. Mi sarei ricordato, perché non è un coltello, è proprio una spada di derivazione macedone. Lo so perché sono appassionato di storia". I carabinieri hanno inviato l'arma al laboratorio del Ris per le analisi. Si cercano anche eventuali tracce biologiche che potrebbero essere rimaste sulla lama.

Nel frattempo, i carabinieri continuano a convocare nuovi testimoni al Comando provinciale. L'obiettivo è ricostruire cosa faceva Dolci tra il 27 ottobre e il 2 novembre, giorni in cui sarebbe avvenuta la profanazione del cadavere, ma anche i suoi spostamenti in prossimità della scoperta, quindi prima e dopo il 23 marzo. Al 41enne, impresario edile, sono stati sequestrati anche due cellulari, dispositivi informatici, un tubo di plastica contenente ancorante chimico (resina utilizzata nell’edilizia per fissaggi pesanti) e una bomboletta di schiuma espansa.

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