video suggerito
video suggerito

Fermato a Milano per resistenza: “Ho detto ‘ce l’avete con i neri’ e mi hanno ammanettato davanti ai miei figli”

Diala Kante, orafo originario del Senegal e cittadino italiano, è stato fermato per resistenza il 9 maggio davanti al ristorante Baobab di Milano in presenza dei suoi figli. Il 43enne ha spiegato di aver “solo parlato” e di aver accusato un poliziotto di “avercela con i neri”. Come appreso da Fanpage.it, la Questura sta svolgendo approfondimenti in merito.
A cura di Enrico Spaccini
0 CONDIVISIONI
Diala Kante ammanettato davanti al ristorante Baobab di Milano
Diala Kante ammanettato davanti al ristorante Baobab di Milano

Lo scorso sabato 9 maggio, davanti al ristorante Baobab di Milano, in zona Lima, un uomo è stato fermato da un gruppo di poliziotti perché accusato di resistenza a pubblico ufficiale. La fase dell'ammanettamento è stata filmata da numerosi testimoni che hanno assistito alla scena e che hanno pubblicato i video sui social accusando gli agenti di abuso di potere. Stando a quanto raccontato dal giovane arrestato, le manette sarebbero scattate dopo le sue domande in merito alla frequenza dei controlli in quel locale, che serve cucina senegalese, e dopo che aveva sottolineato un loro presunto uso di termini razzisti e violenti. "Mi hanno ammanettato davanti ai miei figli e tenuto in Questura 12 ore", ha raccontato lo stesso giovane, "hanno detto che ho fatto resistenza, ma non è vero. Mi hanno chiesto di firmare il verbale, ma c'erano cose false e non ho firmato". Come appreso da Fanpage.it, la Questura di Milano sta approfondendo quanto accaduto.

L'ammanettamento davanti ai figli

Uno dei video di quanto accaduto il 9 maggio al Baobab di Milano è stato pubblicato dallo scrittore Soumaila Diawara su Facebook. Il filmato inizia con tre poliziotti che ammanettano il ragazzo mentre è steso a terra con il volto rivolto verso l'asfalto. A raccontare le fasi precedenti è lo stesso giovane. Il suo nome è Diala Kante, orafo di origine senegalese, cittadino italiano e residente a Milano dal 2013. "Avevo finito di lavorare e, come ogni sabato, sono andato a prendere i miei figli e siamo venuti a mangiare qui", ha spiegato intervistato da Selena Peroly su TikTok, "ho visto il gruppo di poliziotti e gli ho detto: ‘Ma siete sempre qua? Che problema avete con questo ristorante?', hanno risposto che stavano facendo dei controlli, ma li fanno solo qui".

A quel punto, uno degli agenti gli avrebbe chiesto il documento e lui glielo avrebbe dato. "Si è girato e si è messo a parlare con un altro poliziotto che era in giacca e cravatta", ha continuato Kante, "gli ho detto: ‘Tu ce l'hai con i neri, perché vedo come ti comporti con i neri e le parole che usi', parole molto forti che non voglio neanche ripetere". In quel momento, uno dei poliziotti lo avrebbe ammanettato: "Mi ha messo le manette davanti ai miei figli", ha ricordato il 43enne, "gli dico: ‘Ma che cavolo fai?', poi mi hanno spinto e in cinque mi hanno messo a terra". Le fasi successive sono quelle registrate dai testimoni, con gli agenti che sbattono Kante contro il cofano della Volante e un ragazzino che piange.

"Mi hanno tenuto in Questura 12 ore"

"Mi hanno tenuto 12 ore in Questura, dalle 20 di sabato alle 8 di domenica, senza darmi da mangiare, da bere, in un posto sporchissimo e con altre persone con cui non ho nulla a che fare", ha raccontato Kante: "Mi hanno detto: ‘Tu hai fatto resistenza', ma non è vero. Ho solo parlato, non ho diritto a esprimermi?". Alla fine, quando è stato accertato che ha la cittadinanza italiana, è stato chiesto al 43enne di firmare un verbale, cosa che si sarebbe rifiutato di fare. "La cosa che mi ha ferito di più è che hanno fatto questa scenata davanti ai miei figli, non pensavo sarebbero arrivati a questo punto", ha concluso Kante, "Mi hanno fatto sentire fuori posto, per quanto cerco di adeguarmi. Non ho parole".

Come appreso da Fanpage.it, la Questura di Milano ha visionato i filmati di quanto accaduto il 9 maggio al ristorante Baobab. Gli approfondimenti per chiarire la vicenda e le modalità di azione degli agenti sono ancora in corso.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views