video suggerito
video suggerito
Presunti pestaggi a Opera

Carcere di Opera, agente insulta un detenuto e lo mette in isolamento: “Lì è morto, l’hanno picchiato in 20”

Un detenuto ha riferito ai familiari una nuova presunta aggressione mortale nel carcere di Opera a Milano. La segnalazione, raccolta dalla ONG bon’t worry iNGO e trasmessa a Fanpage.it: “Lo hanno insultato, picchiato e ammazzato. Denuncerò l’accaduto alla polizia giudiziaria”.
(immagine di repertorio)
(immagine di repertorio)
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

"Lo hanno insultato, picchiato e ammazzato". Così i familiari di un detenuto del carcere milanese di Opera hanno sintetizzato a Bo Guerreschi, presidente della ONG bon't worry iNGO, la dinamica di una nuova presunta aggressione da parte di "una ventina di agenti incappucciati" ai danni di un ragazzo di origini marocchine tra giovedì 16 e venerdì 17 luglio nella sezione AS3 (Alta Sicurezza 3) dell'Istituto.

Gli stessi, stando alla loro testimonianza, che sarebbero già autori di presunte incursioni notturne: "Arrivano di notte, incappucciati. Portano i detenuti in cortile nudi e al freddo". "Se tali fatti fossero accertati si tratterebbe di un gravissimo episodio di razzismo, discriminazione e violenza inaudita. Quante persone devono ancora morire a Opera prima che cambi qualcosa?", ha commentato Guerreschi a Fanpage.it. "Denuncerò l'accaduto alla polizia giudiziaria, anche i detenuti mi han detto che sono pronti a testimoniare".

Il racconto della presunta aggressione mortale

Secondo quanto riferito dal detenuto ai propri familiari durante un colloquio in video call, tutto sarebbe iniziato il 16 luglio quando un detenuto di origini marocchine che parlava perfettamente italiano avrebbe avuto una discussione con un agente della penitenziaria.

"Un mio amico ha assistito alla scena", ha riferito il detenuto ai propri familiari che, a loro volta, hanno allertato la ONG. L'uomo sarebbe stato insultato con un epiteto omofobo"dove vai ricchi**e di mer**" – dopo aver oltrepassato un cancello senza autorizzazione per andare a fare una videochiamata con i propri familiari. È a quel punto che – stando sempre alla loro testimonianza – il detenuto avrebbe reagito dando uno schiaffo all'agente della penitenziaria.

"Lo hanno portato in isolamento", ha riferito Guerreschi a Fanpage.it riportando la testimonianza del detenuto. Tuttavia, "il mattino seguente hanno trovato il ragazzo morto. Da quello che abbiamo appreso sarebbe stato picchiato a morte da una ventina di agenti della penitenziaria incappucciati". Una dinamica che, come ha sottolineato la presidente, è ancora tutta da accertare e verificare, ma che se venisse confermata dall'autopsia e dalle indagini configurerebbe un "caso di razzismo, discriminazione e violenza di una gravità inaudita". Anche perché – secondo le testimonianze raccolte – si tratterebbe degli stessi agenti incappucciati già autori di presunte incursioni notturne ai danni dei detenuti.

"Quanti morti devono ancora esserci a Opera prima che qualcosa cambi?", si è chiesta Guerreschi attraverso Fanpage.it. "Le carceri dovrebbero rieducare e reinserire, non trasformarsi in luoghi dove si continua a denunciare violenza". Quest'ultima segnalazione arriva, infatti, dopo un lungo elenco di denunce ed esposti sul carcere di Opera, al centro della nostra inchiesta su presunti "abusi e pestaggi" e, oggi, oggetto d'indagine della procura di Milano. Proprio per questo una vicenda come questa non può essere archiviata come l'ennesima "voce" proveniente dal carcere: merita verifiche rapide, approfondite e trasparenti. Perché ogni nuova segnalazione che non riceva risposta alimenta un sospetto ancor più grave: che dentro quelle mura possano verificarsi fatti di estrema violenza senza che venga fatta piena luce su quanto accade al suo interno.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views