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Cade da un tetto e muore, chiesto il processo per l’amico che ha abbandonato il corpo in strada a Taleggio

È stato chiesto il rinvio a giudizio per Nouri Hedhili, accusato di omissione di soccorso e occultamento di cadavere. Lo scorso gennaio il 53enne ha abbandonato il corpo dell’amico Hassan Matried, morto cadendo dal tetto di casa sua, in una piazzola di sosta a Taleggio (Bergamo).
A cura di Enrico Spaccini
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Nouri Hedhili
Nouri Hedhili

La Procura di Bergamo ha chiesto il rinvio a giudizio per Nouri Hedhili con le accuse di omissione di soccorso e occultamento di cadavere. Stando a quanto ricostruito dalle indagini, lo scorso gennaio il 53enne avrebbe trasportato con il suo furgone il corpo senza vita di Hassan Saber Qamar Ahmed Matried da Verdellino fino a Taleggio, abbandonando poi il cadavere su una piazzola di sosta. Arrestato per omicidio volontario, si è poi scoperto che il 43enne era deceduto cadendo dal tetto dell'abitazione di Hedhili mentre eseguiva alcuni lavori di ristrutturazione.

L'arresto di Hedhili e le sue versioni contrastanti

Il corpo senza vita di Matried era stato trovato la mattina del 5 gennaio a Taleggio. Le indagini dei carabinieri, coordinati dalla pm Maria Esposito, avevano portato in poche ore all'amico Hedhili. Durante i primi interrogatori, il 53enne aveva fornito versioni contrastanti, al punto che il 6 gennaio era finito in carcere per omicidio volontario. Hedhili, infatti, ha sempre sostenuto che l'amico fosse deceduto a causa di un incidente. All'inizio, però, aveva dichiarato che era andato via di casa dopo i lavori. Successivamente, aveva ammesso di aver preso il furgone con il 43enne e di essersi fermato in un parcheggio. Dopo essersi allontanato per qualche minuto, però, lo aveva trovato morto e, dopo averlo caricato di nuovo sul furgone, lo aveva abbandonato.

Solo in un secondo momento Hedhili ha ammesso che in realtà l'incidente era avvenuto nella sua abitazione. Il 53enne ha spiegato di aver chiesto a Matried di aiutarlo con dei lavori di manutenzione sul tetto, ma che all'improvviso ha perso l'equilibrio ed è precipitato. Hedhili aveva, quindi, caricato l'amico nel furgone perché lo voleva portare in ospedale, ma quando ha scoperto che era già morto lo aveva abbandonato sulla piazzola a Taleggio.

I risultati degli accertamenti

L'autopsia eseguita sul corpo di Matried ha riscontrato lesioni compatibili con una caduta. Inoltre, con il luminol i carabinieri avevano trovato nell'abitazione di Hedhili tracce ematiche corrispondenti a un trascinamento nel cortile fino al furgone e nessuna traccia che potesse far pensare a una colluttazione. Infine, sul tetto erano presenti ancora tegole rotte in un secchio e alcuni attrezzi che provavano che effettivamente erano in corso dei lavori.

Così, il 13 gennaio il giudice per le indagini preliminari, su richiesta della stessa procuratrice, aveva disposto la scarcerazione di Hedhili. Ora, però, secondo la Procura deve rispondere di omissione di soccorso, che comunque non è stata causa del decesso perché Matried era morto subito dopo l'impatto con il suolo, e di occultamento di cadavere.

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