Incendio nella notte alle residenze Libeskind di City Life: il custode mette in salvo una mamma e due figli di 6 mesi
La scorsa notte un incendio è scoppiato in un appartamento all'undicesimo piano di una delle Residenze Libeskind, nel quartiere City Life a Milano. Una guardia giurata ha fatto uscire le persone presenti nello stabile, mentre sul posto sono arrivati i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. I soccorsi hanno trasportato all'ospedale una donna di 51 anni insieme ai figli, due gemellini di sei mesi. Tra le persone soccorse anche la guardia di 37 anni che ha soccorso la donna, rimasta intossicato dal fumo.

L'incendio è scoppiato nella notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 agosto, attorno alle 3:00 del mattino. Le cause sono ancora in fase di accertamento. Stando alle prime ricostruzioni dell'accaduto riportate da Rai News, sembra che le fiamme si siano sviluppate da uno dei bagni dell'appartamento della donna, probabilmente per un problema elettrico. La donna si trovava da sola in casa e ha chiesto aiuto al custode, una guardia giurata di 37 anni, che l'ha aiutata a uscire dalla casa mettendo in salvo i due gemelli.
Nonostante l'appartamento si affacciasse sul cortile interno del palazzo, i vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme anche senza l'autoscala e prima che l'incendio coinvolgesse altre abitazioni. Per questo non è stato necessario evacuare gli altri abitanti dello stabile. Sul posto dell'accaduto sono intervenuti anche i soccorsi, mobilitati dalla centrale operativa dell'Agenzia Regionale Emergenza e Urgenza (Areu) della Lombardia. I sanitari hanno trasferito all'ospedale Niguarda di Milano i due neonati di sei mesi e la 51enne, che ha riportato una leggera ustione alle mani e un'intossicazione. Sempre al Niguarda è stato portato anche il custode di 37 anni, anche lui intossicato dal fumo.
Riceviamo e pubblichiamo dall'avvocato della sig.ra Pedullà:
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Spettabile Redazione,
scrivo la presente in nome e per conto della sig.ra Maria Cristina Pedullà, la quale mi ha conferito mandato per significare quanto segue. In data 7 agosto 2025, ore 10.16, la giornalista Alice De Luca ha pubblicato l’articolo dal titolo “Incendio nella notte alle a residenze Libeskind di Citylife: il custode mette in salvo una mamma e due figli di 6 mesi”.
In particolare, è riportato che “Una guardia giurata ha fatto uscire le persone presenti nello stabile, mentre sul posto sono arrivati i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme”, “Tra le persone soccorse anche la guardia di 37 anni che ha soccorso la donna,
rimasta intossicata dal fumo” e, ancora, “La donna si trovava da sola in casa e ha chiesto aiuto al custode, una guardia giurata di 37 anni, che l’ha aiutata a uscire dalla casa mettendo in salvo i due gemelli”.
In realtà, quando affermato nell’articolo e poc’anzi riportato non può che risultare più distante da quanto realmente accaduto. È, infatti, la sig.ra Pedullà a essersi accorta per prima dell’incendio che si stava propagando dal proprio bagno: tra l’altro, inoltre, l’addetto alla sicurezza si trovava nella propria postazione all’interno della c.d. control room, sita nella parte opposta dello stabile rispetto all’appartamento della sig.ra, che si affaccia sul giardino interno, elemento che rendeva evidentemente impossibile all’addetto notare il fumo.
La sig.ra Pedullà, poi, non potendo contattare né i soccorsi interni all’immobile (la citata “guardia giurata”) né quelli esterni, poiché il proprio cellulare era stato bruciato dal fuoco e il sistema elettrico dell’appartamento era andato in totale blackout, ha pertanto personalmente tratto in salvo i propri gemelli di sei mesi e i due cani entrando e uscendo dall’appartamento per ben quattro volte e scendendo all’ottavo piano con il montacarichi (poiché gli ascensori risultavano bloccati) per chiedere soccorso a una vicina e conoscente, la sig.ra Marilena Maggioni Cafiero.
Di più, anche la vicina sig.ra Cafiero tentava a questo punto di mettersi in contatto telefonicamente con la control room (ancora totalmente estranea alla vicenda), ma nessuno rispondeva. Per questo, la sig.ra Pedullà vi si recava personalmente per chiedere aiuto. Dopodiché saliva insieme con la guardia al piano del proprio appartamento (undicesimo), ma a questo punto la guardia –
paventata – si rifiutava di tentare di spegnere il fuoco con l’estintore ivi presente e scappava giù per le scale, dove incrociava i Vigili del Fuoco, nel frattempo accorsi.
Si sottolinea, inoltre, come la sig.ra Pedullà, immediatamente ricoverata all’Ospedale Niguarda a causa delle gravi inalazioni di fumo e di monossido di carbonio seguite ai plurimi accessi nell’appartamento, sia rimasta in ospedale dal 7 al 18 agosto u.s., mentre la guardia in questione sia stata tenuta in osservazione solo poche ore.
Si conclude, pertanto, affermando che la sig.ra Pedullà non solo non è stata tratta in salvo dall’addetto alla sicurezza, accortosi del fumo, ma non ha neppure da questo ottenuto soccorso in seguito al suo allertamento.