Scontri a Milano, cosa succede ai minorenni arrestati: 3 in carcere e 21 tra domiciliari e comunità
Tre minorenni in carcere e altri 21 sottoposti a misure cautelari alternative, tra obbligo di permanenza in casa e collocamento in comunità. È il bilancio delle ultime 24 udienze di convalida degli arresti per i ragazzi coinvolti negli scontri e nei saccheggi avvenuti a Milano. A comunicarlo, con una nota congiunta, sono stati il Tribunale per i minorenni e la Procura minorile.
I provvedimenti riguardano i giovani arrestati durante i disordini che hanno interessato il centro cittadino nel fine settimana. Complessivamente, tra sabato 17 e domenica 18 ottobre, sono stati arrestati 35 minorenni. Per gli undici fermati nella giornata di sabato, le udienze di convalida si erano già svolte nei giorni precedenti, con l'applicazione di misure cautelari che prevedono la permanenza in casa oppure il collocamento in comunità.
Per i minori che hanno meno di 14 anni e hanno "tenuto comportamenti, che se fossero ultraquattordicenni sarebbero considerati procedibili penalmente", ma non sono imputabili, la Procura procederà con le "indagini anche socio-familiari, agli interrogatori dei ragazzi e, ove ritenuta la pericolosità sociale, alla richiesta di applicazione di misure di sicurezza e/o alla richiesta di apertura dei procedimenti amministrativi". Oppure a interventi "sulla responsabilità genitoriale" e tutto ciò nel caso sarà trasmesso "al Tribunale per i Minorenni che conseguentemente adotterà gli opportuni provvedimenti".
Le misure nei confronti dei minorenni si inseriscono in un quadro giudiziario più ampio che comprende anche le posizioni dei maggiorenni arrestati durante gli scontri. Per cinque giovani fermati sabato 17 ottobre, il gip di Milano Fabrizio Filice ha convalidato gli arresti disponendo la custodia cautelare in carcere per quattro di loro.
Il quinto indagato, accusato di resistenza pluriaggravata, è stato invece posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Per gli altri quattro, le contestazioni riguardano, a vario titolo, devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata. Nel provvedimento relativo ai maggiorenni, il giudice ha richiamato la gravità delle condotte contestate e il rischio che le violenze possano ripetersi.