Elisa Giugno trovata morta in un prato a Cecima, escluso l’omicidio: resta l’ipotesi del corpo spostato

Non si è di fronte a un omicidio. Secondo quanto rivelato da fonti investigative a Fanpage.it, Elisa Giugno – la 22enne di Voghera (Pavia) che era stata trovata senza vita la mattina dello scorso 28 aprile in un prato nei pressi di Cecima, nel Pavese, in fondo a una scarpata – non sarebbe morta in modo violento: l'autopsia ha escluso l'aggressione.
Per avere un quadro completo sulle cause della morte di Giugno si dovrà, però, attendere la relazione finale dei medici legali che, stando a quanto riferito, avrebbero chiesto i canonici 60 giorni per completare tutte le perizie necessarie, tra cui quella tossicologica. Tra le ipotesi, quella del corpo spostato e quella dell'overdose.
Il ritrovamento del corpo della 22enne
A dare l'allarme lo scorso 28 aprile è stato un passante che ha riferito di aver notato il corpo di una ragazza affiorare dall'erba in fondo a una scarpata di circa 80 metri nei pressi di Cecima. Una volta sul posto, i carabinieri hanno identificato la vittima nella 22enne Elisa Giugno, di cui era stata denunciata la scomparsa qualche giorno prima dai parenti.
Come è poi emerso nel corso delle indagini, quei giorni Giugno sarebbe stata ospite di un amico 23enne domiciliato a Serra del Monte. Interrogato dagli inquirenti, il giovane ha riferito di aver ospitato la 22enne per una settimana, poi "venerdì mattina all'improvviso se n'è andata senza dare una spiegazione". In ogni caso, i carabinieri – coordinati dalla pm Valentina Terrile – hanno ispezionato e posto sotto sequestro la casa e l'automobile del ragazzo.
L'autopsia, eseguita a Pavia lo scorso 4 maggio, ha poi escluso la pista dell'omicidio, o quantomeno quella della morte violenta. Nonostante sul corpo di Giugno siano stati trovati graffi e qualche ecchimosi, tali segni – secondo il medico legale – non sarebbero la causa della morte. Rimane aperta l'ipotesi che il corpo possa essere stato spostato così come quella dell'overdose. In entrambi i casi, per averne una risposta si dovrà attendere la relazione completa dell'autopsia che è attesa tra un paio di mesi.