Elisa Giugno trovata morta a Cecima, l’autopsia esclude l’aggressione: “Ferite compatibili con la caduta”

Elisa Giugno non è morta per un trauma o per lesioni compatibili con un'aggressione. Questo è il primo, parziale, risultato emerso dall'autopsia eseguita oggi, lunedì 4 maggio, sul corpo della 22enne di Voghera (in provincia di Pavia) che era stata trovata senza vita la mattina di martedì 28 aprile in un campo nel territorio comunale di Cecima, nell'Oltrepò Pavese, in fondo a una scarpata. Gli esperti dell'istituto di Medicina Legale dell'università di Pavia hanno però preso tempo per risalire all'esatto momento del decesso della ragazza. Nei giorni scorsi i carabinieri, coordinati dalla procuratrice Valentina Terrile, hanno raccolto la testimonianza di un suo amico di 23 anni, il quale ha raccontato di averla ospitata a casa sua per una settimana e di averla vista andare via senza apparente motivo il venerdì precedente. Nei suoi confronti non sono stati presi provvedimenti restrittivi, ma la sua casa e la sua abitazione sono sotto sequestro per accertamenti tecnici.
A dare l'allarme martedì mattina era stato un passante, il quale aveva riferito di aver visto un corpo tra l'erba alta in fondo a una scarpata lungo una strada tra Cecima e la frazione di Serra del Monte. Poco dopo, i carabinieri hanno identificato la vittima in Elisa Giugno, la quale risultava scomparsa da alcuni giorni da Voghera dove viveva con la sua famiglia. Un suo amico, un 23enne domiciliato proprio a Serra del Monte, è stato interrogato due volte. Il ragazzo ha raccontato di averla ospitata per una settimana, "poi venerdì mattina all'improvviso se n'è andata senza dare una spiegazione precisa". La 22enne aveva con sé uno zainetto e una borsa, entrambi ritrovati accanto al suo corpo senza vita.
L'autopsia eseguita a Pavia sembrerebbe ora escludere l'ipotesi dell'omicidio, o quantomeno della morte violenta. Sul corpo di Giugno, infatti, sarebbero stati trovati solo graffi e qualche ecchimosi, che però non avrebbero potuto portare alla morte. Queste ferite non sarebbero quindi compatibili con un'aggressione. Tuttavia, la causa del decesso della ragazza non sono state ancora identificate. Gli investigatori sono ancora in attesa degli esiti degli esami tossicologici e istologici, per i quali ci vorranno ancora alcune settimane.
È ancora un mistero anche il momento del decesso della 22enne, con i medici legali che hanno chiesto altro tempo prima di poterlo affermare con certezza. Per il momento, pare che il corpo di Giugno sia rimasto in fondo alla scarpata almeno un giorno, ma resta da definire anche il luogo esatto in cui è avvenuta la morte.