Bimbi di 4 anni ustionati all’asilo di Osio Sopra nella Bergamasca: condannate la maestra e la coordinatrice

Dopo quattro anni di attesa, il procedimento giudiziario relativo al grave incidente avvenuto alla scuola dell'infanzia di Osio Sopra (Bergamo) dove rimasero ustionati 5 bimbi e tre genitori si è concluso con una sentenza di condanna nei confronti dell'insegnante Monica Valsecchi e della coordinatrice didattica Simonetta Nava. Per la prima è stata stabilita una pena di due anni di reclusione, mentre la seconda è stata condannata a un anno e dieci mesi, entrambe con sospensione della pena.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, il 30 maggio 2022, durante una giornata di orienteering sul tema della migrazione degli uccelli, è partita una fiammata da un pentolone sul quale sarebbero dovuti essere arrostiti dei marshmallow. In seguito a ciò, due bimbi di 4 anni hanno riportato gravi ustioni. Una, in particolare, ne ha riportate sull'85 per cento del corpo: una volta arrivata all'asilo, la mamma aveva trovato la piccola che "gridava, la pelle che cadeva".
La sentenza
Secondo l'accusa, l'incidente avrebbe potuto essere evitato. La pm Silvia Marchina ha, infatti, sostenuto che il personale scolastico avrebbe dovuto accorgersi dei segnali che precedettero il disastro. La presenza di una tanica di bioetanolo, di un accendino, di una pentola e di alcuni genitori impegnati a preparare marshmallow davanti ai bambini avrebbero dovuto suscitare "domande e verifiche immediate".
Al centro del processo è rimasto il ruolo di Roberto Tornicelli – già giudicato separatamente con rito abbreviato e condannato a tre anni e quattro mesi di carcere – padre volontario che quel giorno collaborava a un'attività organizzata dalla scuola. Pur non avendo competenze specifiche in ambito educativo o nella gestione della sicurezza, gli sarebbe stata concessa ampia autonomia. Per l'accusa, proprio questa fiducia incondizionata e la mancata valutazione dei rischi hanno contribuito in modo determinante al verificarsi dell'evento. I magistrati hanno riconosciuto che il suo comportamento fu "gravemente imprudente".
Durante l'iniziativa scolastica portò, infatti, una tanica di bioetanolo e del materiale destinato ad arrostire marshmallow. Nel tentativo di alimentare il fuoco versò più volte il combustibile in un recipiente contenente pietre, mentre i bambini si trovavano nelle vicinanze. La conseguenza fu una violenta fiammata che investì diversi dei presenti. Elisa, che proprio quel giorno festeggiava il suo quarto compleanno, riportò ustioni gravissime e lottò a lungo tra la vita e la morte. Trascorse mesi in terapia intensiva e fu sottoposta a numerosi interventi chirurgici. Anche Alessandro subì lesioni profonde agli arti inferiori, mentre altri bambini e alcuni adulti riportarono ferite meno severe.
Durante il dibattimento, l'accusa ha, inoltre, contestato la versione fornita dall'insegnante, evidenziando presunte incongruenze emerse nel corso delle indagini. Secondo la ricostruzione della procura, la donna sarebbe stata informata in anticipo dell'intenzione di preparare i marshmallow. Un'affermazione che la stessa ha, però, sempre respinto. La procura ha interpretato anche alcuni comportamenti successivi all'incidente come elementi indicativi della consapevolezza della situazione. Tra questi sono stati richiamati il silenzio mantenuto subito dopo l'accaduto e il contenuto di una comunicazione diffusa dalla scuola nelle ore successive.
Le difese hanno, invece, sostenuto una tesi opposta. Gli avvocati delle due imputate hanno chiesto l'assoluzione, insistendo sul carattere imprevedibile dell'accaduto. Secondo i legali, nessuno aveva preventivamente parlato dell'accensione di un fuoco e la presenza del bioetanolo non sarebbe stata nota al personale scolastico. A loro avviso, Tornicelli avrebbe agito autonomamente, senza informare insegnanti e coordinatrice.
Nonostante tali argomentazioni, il tribunale ha accolto l'impostazione accusatoria, pronunciando le condanne. Per i genitori di Elisa e Alessandro, la sentenza rappresenta un passaggio fondamentale: "I nostri bambini erano affidati alla scuola e alla sua responsabilità", hanno dichiarato al termine dell'udienza. "Nessuna decisione potrà restituire ciò che è stato perduto, ma era importante che venisse riconosciuto quanto accaduto".