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La mamma di una bimba: “All’asilo nessun impianto di raffrescamento, costretti a chiudere prima per il caldo”

Bianca (nome di fantasia) è la mamma di una bimba che frequenta una scuola d’infanzia nel Milanese. La scuola, a causa del caldo, è stata costretta a imporre una chiusura anticipata.
Foto di repertorio
Foto di repertorio

Quella di Bianca (nome di fantasia) è la storia di una mamma, che come tantissimi genitori nelle ultime settimane, si sono trovate costrette a fare i conti con le elevate temperature e l'inadeguatezza delle strutture a ospitare i figli in ambienti freschi e vivibili. Le ondate di calore delle ultime settimane hanno dimostrato come il nostro Paese, da Nord e Sud, sia totalmente impreparato ad affrontare il caldo che, ogni anno, diventa sempre più estremo. Non solo. Hanno mostrato come le Istituzioni non siano in grado di rispondere prontamente all'emergenza lasciando tutto il carico e la gestione delle conseguenze sulle spalle dei cittadini. E Bianca è tra questi cittadini che hanno dovuto fare i conti con le elevate temperature.

Lei, così come altre persone, ha voluto scrivere a Fanpage.it per raccontarci la sua esperienza e i disagi dovuti alle temperature estreme di queste ultime settimane. Se anche tu hai una storia simile a quella di Bianca e vuoi raccontarcela, puoi farlo scrivendo a segnalazioni@fanpage.it o cliccando qui. 

Bianca vive a Garbagnate Milanese, un comune della provincia di Milano, dove la figlia frequenta la scuola di infanzia. La struttura è sprovvista di impianti di raffrescamento: "Le aule con le ondate di caldo di giugno erano dei forni, e alcune persone tra bambini e personale sono state male", ha infatti spiegato in una lettera inviata alla redazione di Fanpage.it. E proprio perché la scuola era totalmente impreparata alle elevate temperature, è stata deliberata una chiusura anticipata alle 13 per le ultime settimane di giugno "creando grossi disagi alle famiglie dove entrambi i genitori lavorano", hanno precisato.

I genitori hanno quindi deciso di rivolgersi all'amministrazione comunale "per risolvere il problema alla radice anche perché il caldo non è circoscritto alle ultime settimane di Giugno. Al momento nessun intervento è stato fatto". La donna ritiene – giustamente – la situazione inaudita: "È inaccettabile che nel 2026 e con le ondate di caldo che di anno in anno si vanno ad intensificare, la soluzione sia la chiusura del plesso con annesso disagio per le famiglie anziché dotare la struttura di qualcosa che dia sollievo per le giornate af ose", ha concluso.

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