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Bimba di 11 anni morta in piscina mentre era in gita con l’oratorio a Inzago: la parrocchia risarcisce i genitori

La piscina Aquaneva, la parrocchia di Caravaggio e la Diocesi di Cremona hanno risarcito i genitori della bimba di 11 anni che morì dopo essersi sentita male in piscina durante una gita dell’oratorio. L’associazione Salvagente Italia diventa parte civile.
A cura di Giulia Ghirardi
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Parco acquatico (immagine di repertorio)
Parco acquatico (immagine di repertorio)

Attraverso le assicurazioni la piscina Aquaneva di Inzago, la parrocchia di Caravaggio e la Diocesi di Cremona hanno risarcito la famiglia della bambina di 11 anni che nel giugno 2024, durante una gita organizzata dall'oratorio, si sentì male mentre nuotava nel parco acquatico e morì poco dopo all'ospedale di Bergamo. Oggi, quattro persone rischiano il processo per concorso in omicidio colposo: il parroco di Caravaggio Andrea Piana, il legale rappresentante della società Tvr Srl che gestisce la struttura, il responsabile della sicurezza e una dipendente.

Dopo aver accettato il risarcimento, i genitori della bambina hanno ritirato la costituzione come parte civile, rimanendo parte offesa. "È stata offerta una cifra importante che abbiamo accettato perché la volontà dei genitori è quella di guardare avanti, consapevoli che nessuna somma potrà restituire loro la figlia", ha commentato l'avvocato Francesco Giuseppe Vivone, legale dei genitori.

Inoltre, la gup Cristian Mariani ieri, giovedì 14 maggio, ha accolto la costituzione come parte civile dell'associazione Salvagente Italia che si occupa di primo soccorso pediatrico, organizzando corsi e iniziative per sensibilizzare sulla sicurezza in acqua.

La morte della bambina

Il 17 giugno 2024 la bambina ha partecipato a una gita con il Cre dell'oratorio San Luigi di Caravaggio nel parco acquatico di Aquaneva di Inzago, comune in provincia di Milano. Verso le 10:00, l'11enne si sarebbe immersa nell'acqua, forse per partecipare a un gioco di apnea con le amiche, senza più riemergere.

Stando a quanto detto in seguito dalla famiglia, la piccola non sapeva nuotare. Quando è stata soccorsa da una compagna del campo estivo e poi dal personale della piscina, era in arresto cardiocircolatorio. La bambina è stata trasferita d'urgenza all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove, tuttavia, è deceduta poco dopo.

Oggi, ci sono 4 indagati per concorso in omicidio colposo. Il prete, accusato di non essersi informato a sufficienza sulla capacità di nuotare della bambina e di non aver sorvegliato il gruppo di bambini; il 62enne Maurizio Residori, rappresentante legale della Tvr Srl in liquidazione, poiché, in qualità di datore di lavoro, è ritenuto dai pm responsabile per la mancata formazione professionale dei bagnini e degli addetti alla sicurezza; Mara Invernice, dipendente del parco, ritenuta responsabile per non aver acquisito la delega per lo scarico delle responsabilità da parte dei genitori, prevista per i minori di 14 anni che accedono alla piscina. Infine, Luca Riva, responsabile delle norme di sicurezza.

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