Bimbi ustionati all’asilo di Osio Sopra, la mamma di una di loro: “L’ho trovata che gridava, la pelle che cadeva”

"L'ho trovata che gridava, la pelle che cadeva": a raccontarlo è la madre di una dei bambini che il 30 maggio 2022 è rimasta gravemente ustionata durante un'attività scolastica all'aperto dell'asilo San Zeno di Osio Sopra, comune che si trova in provincia di Bergamo. Dopo quell'episodio, un uomo – Roberto Tornicelli – è stato condannato a tre anni e quattro mesi. Attualmente è in corso il processo nei confronti della maestra Monica Valsecchi e della coordinatrice didattica Simonetta Nava.
La mattina del 30 maggio 2022, durante una giornata di orienteering sul tema della migrazione degli uccelli, è partita una fiammata da un pentolone, sul quale sarebbero dovuti essere arrostiti dei marshmallow. Due bimbi, che all'epoca avevano quattro anni, hanno riportato le ustioni più gravi. Una, in particolare, ne ha riportato sull'85 per cento del corpo. E proprio la mamma della piccola ha spiegato che durante una riunione, che si è svolta il 7 marzo 2022, non erano stati forniti dettagli dell'attività: "Quella mattina sono stata chiamata dalla maestra che, piangendo, mi aveva detto che mia figlia era rimasta ustionata". Una volta arrivata all'asilo, ha trovato la piccola "che gridava, la pelle che cadeva. Nel frattempo è stata sottoposta a undici interventi, sessanta medicazioni".
Il padre di un altro bimbo ha spiegato che il figlio ha subito quattro interventi e medicazioni: "Non sapevamo dell'attività. È stata mia moglie ad avvertirmi che nostro figlio era rimasto ustionato". Proprio lui ha raccontato al genitore di aver sentito come un'esplosione: "Ha sentito un dolore, bruciava tutto". Sono stati poi sentiti anche i genitori di altri bimbi, che hanno riportato ferite più lievi.
Dopo quei fatti, si sono aperti due processi. Uno, che si è svolto con rito abbreviato, che ha portato alla condanna a tre anni e quattro mesi per Roberto Tornicelli. L'uomo, che è stato assistito dall'avvocato Simone Tangorra, è colui che ha acceso il fuoco e che ha subito ammesso le sue responsabile. Ha anche chiesto scusa alle persone coinvolte. Un altro processo è quello nei confronti di Valsecchi e Nava. La prima è difesa dall'avvocata Valentina Gritti. La seconda è difesa dall'avvocato Emilio Gueli. Entrambe sono accusate di lesioni colpose gravi e gravissime. Durante l'udienza di ieri, martedì 21 aprile, Tornicelli ha raccontato che già in altre due occasioni erano stati accesi dei piccoli focolai.
Ha spiegato che si trattava di giornate a tema, che il 7 marzo aveva dato la sua disponibilità per l'evento del 30 maggio e che aveva raccontato come avrebbe svolto le attività: "Non c'è stata nessuna obiezione. Io ho portato il materiale necessario per la giornata". Aveva infatti portato legni per le panche, le corde per costruire la teleferica e sassi per il pentolone per il bivacco, che si trovava già a scuola. C'era anche la tanica con il bioetanolo. Quando il giudice gli ha chiesto se fosse a conoscenza che è una sostanza utilizzata per i camini, ha risposto di no: "Ho messo una prima volta alcune gocce di bioetanolo nella pentola, ma dopo l’accensione con l’accendino ho controllato e mi pareva che non avesse preso fuoco. Allora ho aggiunto altro liquido, mezzo bicchiere in tutto, tra la prima e la seconda volta saranno passati pochi minuti. È stato un attimo, è partita la fiammata". La prossima udienza si terrà il 5 maggio.